Ai ginecologi obiettori di coscienza va ridotto lo stipendio

di Beniamino Piccone - 18 aprile 2016

Il Consiglio d’Europa ancora una volta ha bocciato l’Italia, non in grado di far rispettare i diritti delle donne che scelgono di interrompere una gravidanza. Cosa non funziona? La vera e propria piaga sono gli obiettori di coscienza, i quali si rifiutano di svolgere l’attività per cui sono pagati.

In alcune regioni del Sud, Basilicata e Calabria in testa, abortire è diventato una missione impossibile. In Molise raggiungiamo il record del 93,3% di obiettori. Nel Lazio e in Abruzzo l’80,7%. Ed è bene ricordare che la legge 194, votata dagli italiani nel 1978 attraverso il referendum abrogativo (che non passò nonostante Fanfani e la Democrazia cristiana fecero il diavolo a quattro) nasce per mettere fine agli aborti clandestini e per promuovere una maternità consapevole.

Mettiamo il caso che per il giorno x siano previsti dieci interventi di interruzione di gravidanza e ci siano due medici, il primo che procede agli interventi per otto ore di fila e il secondo si proclama obiettore, giri per i corridoi dell’ospedale pensando alle vacanze per poi recarsi alla scrivania con internet attivo per prenotarsi una bella vacanza in Grecia. A fine mese tutti e due prendono lo stesso stipendio. Garantito al 100% perchè nel settore pubblico il licenziamento non è gradito. Gli obiettori conoscono il significato della parola produttività? In un'attività economica, la produttività è il rapporto tra la quantità prodotta in una data unità di tempo e i mezzi impiegati per produrla, o il rapporto tra il prodotto e l'insieme dei fattori di produzione che hanno concorso a produrlo. Se un soggetto si rifiuta di svolgere un’attività, la sua produttività è nulla.

Chi non vuole praticare l’aborto dovrebbe lavorare solo nel suo studio privato o cambiare specializzazione. Se un ginecologo è obiettore faccia come crede, ma non chieda uno stipendio per attività che si rifiuta di prestare.

Come fa notare un lettore del Corriere della Sera, Vincenzo Barlotti, “se agli obiettori di coscienza fosse prevista una decurtazione dello stipendio, avremmo ancora percentuali di obiettori nell’ordine dell’80%?”.

Chiudiamo con una riflessione che condividiamo di Umberto Veronesi, scienziato di fama mondiale: “L’aborto è un male, ma l’aborto clandestino è un male ancora peggiore, che aggiunge al dramma di un’interruzione di gravidanza, anche un rischio enorme per la vita della donna. (...) L’obiezione di coscienza è accettabile in linea di principio, ma è una questione di pesi e misure: deve essere un’eccezione e non la regola. (...) Io sono convinto che in un mondo civile e moderno la fede o l’assenza di fede debba essere lasciata fuori dalla sala operatoria”.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


0 Commenti :

Commento

Captcha

BENIAMINO PICCONE

/media/4982327/piccone.png
STORIA ECONOMICA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

Economia
Il Censis certifica le disparità intergenerazionali
16 gennaio 2017
Economia
Lo schiaffo dei giovani al referendum un segnale per i prossimi governi: basta sussidi ai pensionati agiati
19 dicembre 2016
Economia
Nella pubblica amministrazione si premia la presenza. E la produttività?
13 dicembre 2016

ARCHIVIO