Il "modello Riace" contro la decrescita demografica Italiana

di Beniamino Piccone - 23 maggio 2016

Nel loro ultimo saggio “Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione” (Laterza, 2016), i demografi Stefano Allievi e Gianpiero Dalla Zuanna sostengono che per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare nel nostro Paese 325 mila potenziali lavoratori.

Questo dato è confermato da Alessandro Rosina, il quale fa notare come le donne italiane vorrebbero a 25 anni fare 3 figli, ma poi nella realtà si fermano a 1,37 (in media). Sotto 2 figli per donna, la popolazione italiana decresce.  Se non arrivano gli stranieri, in vent’anni i lavoratori scenderanno da 36 a 29 milioni.

La scelta obbligata è quindi accogliere i lavoratori stranieri. Con un però, ossia con un insieme di regole ben diverse dalle attuali. Oggi infatti, una volta rifiutato l’asilo, i migranti che fanno ricorso (che come noto in Italia dura anni) si trovano a vivere con un sussidio senza però avere alcun obbligo. Brancolano nell’inedia come nullafacenti.

Non esistono solo diritti, ma anche doveri. Che devono essere ben definiti. Gli immigrati devono frequentare corsi e imparare l’italiano. In Germania gli immigrati siriani appena accolti sono obbligati a imparare il tedesco.

Si dovrebbe prendere esempio dal sindaco di Riace (in Calabria), che ha cambiato completamente il suo paese, ormai disabitato. Domenico Lucano ha agito con intelligenza e lungimiranza e ha deciso di accogliere un’intera nave di migranti: “Abbiamo utilizzato le case abbandonate del centro storico per trasformarle in centri d'accoglienza. Abbiamo fatto assolutamente l’impossibile per i migranti e dato una risposta chiara trasmettendo un messaggio d'umanità: è possibile una dimensione alternativa ai ghetti, alle barriere e ai cancelli”.

La rivista Fortune ha nominato Lucano tra le 50 persone più influenti del mondo. Dei duemila abitanti di Riace, più di 500 non sono nati in Calabria. Arrivano dall'Afghanistan, dal Senegal, dal Mali, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo e a Riace hanno trovato una casa. “Qui non ci sono centri d’accoglienza, qui ai migranti diamo una casa vera”, ha detto Lucano. Hanno salvato Riace da povertà e desertificazione. Strade e case svuotate dall’emigrazione sono state ripopolate da una comunità multietnica che ha riportato in vita anche gli antichi mestieri. Hanno riaperto laboratori di ceramica e tessitura, bar, panetterie e persino la scuola elementare.

Accogliamo i migranti, forniamo loro l’istruzione necessaria e facciamoli lavorare. Aiutiamo loro e le nostre comunità, spesso con case ormai diroccate, disabitate e senza vita.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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