L’Irfis della Regione Sicilia, la Mediobanca pubblica del Sud

di Beniamino Piccone - 9 maggio 2016

Cuffaro e Lombardo, past president della Regione Sicilia avrebbero desiderato fare ciò che ha realizzato il governatore della “rivoluzione” Rosario Crocetta: avere una banca. Sembra di essere tornati all’intercettazione di Piero Fassino con Giovanni Consorte di Unipol quando festeggiava al telefono con l’espressione “Allora siamo padroni di una banca!”.

C’è poco da gioire. La Regione Sicilia ha ottenuto l’autorizzazione dalla Banca d’Italia per l’Irfis (controllata al 100%) di diventare società di intermediazione finanziaria. L’intenzione è quella di agire sul mercato come un qualsiasi privato, ma, visto il contesto socio-economico siciliano, sarà molto dura. Le logiche clientelari nella concessione del credito portano ai casi scuola Banca Etruria o Banca Popolare di Vicenza.

Sul sito istituzionale dell’Irfis si legge: “La trasformazione di Irfis da banca a società finanziaria e la ridenominazione in Irfis – FinSicilia, in relazione alla nuova mission affidatale, ha trasformato la sua natura da impresa bancaria a società finanziaria specializzata nel credito agevolato e nella erogazione di Fondi regionali”. Il credito agevolato, nella storia italiana, è stato contrassegnato da finanziamenti a soggetti che non meritavano in alcun modo di essere finanziati. Nel Paese del capitalismo relazionale e spesso del “familismo amorale” il sedicente imprenditore ottiene finanziamenti di favore sostenuto dal politico di turno, in cambio del sostegno all’economia del “territorio” e alla “creazione di posti di lavoro”, che spesso sono solo posti ma non vere attività d’impresa.

Con l’autorizzazione ottenuta i fondi regionali non saranno più vincolati a specifiche misure, o imprese, e potranno finanziare qualsiasi impresa che busserà alla porta della controllata regionale. Possiamo già scommettere oggi che la Regione Siciliana sarà costretta a fornire finanziamenti a fondo perduto all’Irfis per coprire le future perdite. Non a caso l’ex assessore Gaetano Armao ha presentato un ricorso al Ministero dell’Economia sostenendo l’illegittimità del contributo da 100 milioni erogato dalla Regione all’Irfis. Senza contare che il direttore generale Enzo Emanuele e la consigliera Patrizia Monterossa, fedelissima di Crocetta, hanno già ricevuto delle condanne dalla Corte dei Conti.

Più che Mediobanca del Sud, bancarotte in vista coperta dal denaro pubblico, ovvero dal contribuente.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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