Il vero valore della laurea: si vive più a lungo

di Beniamino Piccone - 16 maggio 2016

Mentre gli atenei italiani dal 2003 al 2015 hanno perso il 20% delle matricole, i dati ci confermano che la laurea favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro e garantisce retribuzioni maggiori rispetto ai diplomati. Inoltre, con una laurea in mano la velocità di ascesa nella carriera lavorativa è notevolmente superiore.

A fronte di questi dati, non viene data la dovuta attenzione al fatto che il laureato vive molto di più. In America, dove l’aspettativa di vita è più bassa che in Italia, recenti indagini mostrano che i nati nel 1950 (chi ha oggi 66 anni) hanno un’aspettativa di vita di 87,2 anni se appartengono al 10% dei cittadini a reddito più elevato, mentre per il 10% dei più poveri, quasi sempre senza titolo di studio, la vita di riduce a 73,6, ben 13,6 anni in meno.

In Italia coloro che ottengono una laurea possono aspettarsi di vivere, alla nascita, 5 anni in più rispetto a chi non arriva neppure alla licenza media. La differenza si assottiglia in età avanzata, a 65 anni si riduce a “soli” 2,2 anni.

Secondo l’Istat “tra gli uomini, rispetto alle donne, è più netto lo svantaggio per diseguaglianze nel titolo di studio. Le distanze più marcate nella speranza di vita alla nascita rispetto a chi ha conseguito una laurea o titoli superiori si osservano tra gli uomini con un titolo di studio basso (nessun titolo o licenza elementare) con una differenza di 5,2 anni. Per le donne la differenza nella speranza di vita per titolo di studio, sempre alla nascita, è invece di 2,7 anni. L’effetto del titolo di studio si mantiene rilevante anche in età anziana (65 anni) con un vantaggio per uomini e donne con titolo di studio elevato rispettivamente di 2,2 e 1,3 anni di vita”.

Luisa Frova e Gabriella Sebastiani, autrici della ricerca Istat, spiegano che “l’istruzione ha un forte impatto sulla salute in generale perché ha degli effetti a lunga scadenza. Si presume che chi si laurea provenga da un contesto familiare più elevato e quindi abbia più strumenti per tutelarsi, prendersi cura della propria salute e soprattutto adottare uno stile di vita sano. Per esempio l’obesità è molto influenzata dal comportamento familiare e dalle nostre indagini periodiche sappiamo che tra i laureati c’è una percentuale di obesi minore rispetto alle persone con titoli di studio di livello inferiore”.

Insomma, studiare consente una vita più bella, più intensa e anche più lunga. Prendete nota, cari studenti.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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