Altro che “furbetti del cartellino”, si tratta di ladri

di Beniamino Piccone - 18 luglio 2016

Siamo un Paese strano. Pieno di situazioni contraddittorie. La luce e il sole contro le tenebre. In questo vivace mondo dicotomico spicca il pubblico impiego dove si assiste al giorno e alla notte. Leggiamo che Tina Mariotti, impiegata al Comune di Spotorno in 42 anni di servizio non ha mai fatto un giorno di assenza. “Ma per favore, non definitemi un fenomeno”, incalza lei con voce vibrante.

Sempre in Liguria al Comune di Sanremo abbiamo visto numerosi dipendenti timbrare e tornare a letto o andare in canoa in un giorno di malattia. E prendono tutti quanti lo stesso stipendio. È insopportabile.

Altrettanto inaccettabile è la definizione giornalistica di “furbetti del cartellino”. Nell’accezione comune, furbo è sinonimo di scaltrezza, è una qualità considerata positiva. Cosa c’è di positivo nel rubare lo stipendio, fingendosi malato? Per capire il significato vero di furbizia, bisogna tornare a rileggersi lo storico Carlo M. Cipolla.

Cipolla definisce bandito il comunemente denominato furbo. “Le azioni del bandito seguono un modello di razionalità, perversa, ma sempre razionalità. Il bandito vuole un “più” sul suo conto. Dato che non è abbastanza intelligente per escogitare metodi con cui ottenere un “più” per sé procurando allo stesso tempo un “più” anche agli altri, egli otterrà il suo “più” causando un “meno” al prossimo”.

Anni fa Luciano De Crescenzo fece la descrizione dello scugnizzo napoletano, eponimo della furbizia nazionale. Ma l’intelligenza, come ci spiega Cipolla, è diversa dalla furbizia. Purtroppo in Italia il furbo ha la meglio.

A fronte di soggetti come Tina Marotti che vanno in ufficio anche con la febbre, abbiamo migliaia di persone – vogliamo parlare dei vigili romani che si danno malati in occasione del Capodanno? – che rubano lo stipendio. Perché devono essere la polizia, i carabinieri, i giudici a scovare questi abusi? Il dirigente preposto non è lì apposta?

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


prev
next

0 Commenti :

Commento

Captcha

BENIAMINO PICCONE

/media/4982327/piccone.png
STORIA ECONOMICA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

Economia
Il Censis certifica le disparità intergenerazionali
16 gennaio 2017
Economia
Lo schiaffo dei giovani al referendum un segnale per i prossimi governi: basta sussidi ai pensionati agiati
19 dicembre 2016
Economia
Nella pubblica amministrazione si premia la presenza. E la produttività?
13 dicembre 2016

ARCHIVIO