Il ricorso alla giustizia ha dei limiti

di Beniamino Piccone - 3 ottobre 2016

Ogni qual volta in Italia avviene un episodio spiacevole, si invoca l’intervento della magistratura, che invece dovrebbe concentrarsi sui casi più rilevanti. L’obbligatorietà dell’azione penale costringe i giudici a fare i salti mortali.

In pieno agosto, a Venezia, un marinaio francese di 50 anni, originario della Nuova Zelanda, ubriaco, si è buttato dal Ponte di Rialto. Invece di finire nel Canal Grande, non accortosi dell’arrivo di un motoscafo, si è stampato sul parabrezza di un taxi acqueo. L’impatto è stato fragoroso, i presenti hanno pensato a una bomba. Lo hanno quindi ricoverato con diverse fratture.

La cosa sorprendente è che lo stesso marinaio è indagato per “attentato alla sicurezza dei trasporti”. Che senso ha? Che paghi una multa e se ne vada. In Svizzera se ti beccano a fare una cosa del genere ti chiedono il pagamento immediato dei danni con addebito sulla carta di credito. Altrimenti sei in arresto e ciccia.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro su twitter ha invocato “poteri speciali alla Città per l’ordine pubblico”. I magistrati non devono passare il tempo a occuparsi di persone che guidano senza patente o che si buttano dal Ponte di Rialto. Mi ricordo quando il nuovo procuratore capo di Palermo, Antonino Mele – accusato anche di essere il “corvo” – decise che Giovanni Falcone dovesse occuparsi solo dei furti di auto nella provincia di Palermo. Roba da matti.

A Patti, sempre per rimanere in Sicilia, un procedimento penale si esaurisce in 1.193 giorni, poco meno di quattro anni. Ho detto tutto.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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