La “scioperomania” dei sindacati

di Beniamino Piccone - 26 settembre 2016

Appena approvata dal governo la riforma della Camere di Commercio, il sindacato, con un riflesso pavloviano, ha subito invocato lo sciopero. Secondo Cigl, Cisl e Uil – la mitica triplice – ci sono solo “tagli lineari ai finanziamenti, ai servizi, al personale e alle sedi periferiche”.

Ogni qual volta il governo provvede correttamente alla riduzione della spesa pubblica corrente, i sindacati urlano invocando Keynes (che non hanno mai letto). Passare da 105 a 60 Camere di Commercio significa che le imprese pagheranno meno diritti camerali. Era tutto previsto dalla legge delega di due anni fa. Questo recente è solo il decreto attuativo della riforma.

Tornano utili le parole di Pietro Nenni, leader del Partito Socialista italiano negli anni Sessanta/Settanta che nei suoi diari – Socialista libertario giacobino. Diari (1973-1979), curati da P. Franchi e M.V. Tomassi, Marsilio, 2016) depreca “il carattere degenerativo e festaiolo della scioperomania”. In particolare, in relazione a uno sciopero della Rai scrive: “Lo sciopero doveva essere di quattro ore e si è risolto invece nell’abbandono del lavoro per tutta la giornata e in un ponte supplementare di tre giorni. Tre giorni di vacanza e non di lotta!”.

Il 25 marzo 1975 Nenni lascia scritto: “Scioperi su scioperi. Oggi sciopero generale del pubblico impiego, ferrovierei compresi, direttamente rivolto contro il governo... nessuno sembra porsi il quesito: e poi? Eppure bisogna porselo, visto che lo sciopero è un mezzo, non un fine”.

Siamo nel 2016 e siamo alle solite. Sciopero, sempre e comunque.

 

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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