La Germania ha ragione: i problemi italiani non si risolvono con i deficit pubblici

di Beniamino Piccone - 14 ottobre 2016

L’ex direttore del Corriere della Sera Paolo Mieli ha spiegato così il diverso modo di pensare tra noi e i tedeschi: «Per capire il conflitto tra Italia e Germania, bisognerebbe andare in Canada. Un Paese pieno di boschi. 400mila chilometri quadrati di meraviglia, tutelati da circa 4.200 ranger. Non così fortunata come il Canada è la Sicilia. Che ha meno boschi, quasi niente, ma in compenso ha 24mila guardie forestali. A Sortino, un piccolo Paese di 9000 abitanti, ci sono più forestali che in Lombardia. Tra loro sono stati recentemente scoperti pure una cinquantina di mafiosi condannati con sentenza definitiva. La questione tedesca, all’osso, è tutta qua: noi chiediamo a un operaio di Dusseldorf di lavorare per pagare un po’ dello stipendio dei forestali siciliani».

Quando quest’estate abbiamo letto che l’Azienda pubblica che si occupa della raccolta/trasporto/trattamento dei rifiuti a Roma – l’Ama – paga 10 milioni di euro l’anno per noleggiare 28mila cassonetti abbiamo capito che Mieli ha ragione.

Tra il 2008 e il 2010 sono state assunte 1.518 persone. Su 7.800 dipendenti, 1.200 hanno in tasca un certificato medico di inidoneità al lavoro. In Italia si pensa che il “posto fisso” – così ben raccontato da Checco Zalone in “Quo vado”, non solo consenta l’illicenziabilità ma anche di stare a casa in mamattia 40 giorni l’anno, di non lavorare la domenica (anche se i rifiuti si producono lo stesso).

Ancora oggi i rifiuti prodotti a Roma viaggiano verso le discariche in Friuli, Lombardia, Emilia-Romagna e Puglia. Solo il 36% dell’immondizia viene gestita in proprio dall’Ama. Il ciclo dei rifiuti viene completato anche in Bulgaria e Romania. Il tutto per 138 euro a tonnellata. Chi paga? Il contribuente.

Beniamino Piccone Private banker - Economista - Docente universitario

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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