Basta sussidi non condizionati, altrimenti il lavoratore ha interesse ad “oziare”

di Beniamino Piccone - 10 ottobre 2016

Con lo scoppio della crisi economica, nel 2008-9, la politica si è data da fare per regalare un sollievo alle famiglie colpite dalla disoccupazione. Come spessso avviene, con logiche clientelari, il beneficio è stato concesso senza alcuna contropartita.

Si è creato quindi un mostro chiamato cassa integrazione in deroga. Cassa integrazione perchè rimanda al buon funzionamento della Cig, ma ingannevole poichè i contributi non vengono pagati nè dal lavoratore nè dall’impresa. Paga solo lo Stato, la fiscalità generale, ossia il contribuente.

Ciò che non può funzionare è un sussidio non condizionato. Dove sta l’incentivo a lavorare? Cosa deve fare il lavoratore per essere mantenuto? Nulla, non deve compiere alcunchè. Dormire o giocare a carte. Cercarsi un altro lavoro? Non sia mai. Non disturbare il can che dorme.

Tanti decenni fa - nel 1933 - avvenne uno scambio di lettere tra il senatore Giovanni Agnelli – padre dell’Avvocato – e Luigi Einaudi, padre della Patria, presidente della Repubblica e prima governatore della Banca d’Italia (mentre era al contempo ministro del Bilancio, 1945-48). Lo scambio di opinioni merita di essere ripreso. Einaudi scrive che è necessario dare un sussidio ai disoccupati, ma “se gratuito sarà notevolmente inferiore al salario corrente, per non far sorgere interesse all’ozio dei lavoratori... In qualunque modo fornito, l’aiuto ai disoccupati deve essere siffattamente congegnato da mantenere vivo il desiderio di uscire dalla professione del disoccupato”.

Quando leggeremo che il governo ha prorogato la cassa in deroga, che i sindacati esigono il rinvio sine die del blocco dei sussidi non condizionati - come prevede la normativa disegnata da Elsa Fornero, eccezionale ministro - dovremo solo preoccuparci come contribuenti. Sarà solo un modo ulteriore per favorire il lavoro in nero, sleale, non fair. Se non abbiamo il coraggio di cambiare il sistema di ammortizzatori sociali, non andremo da nessuna parte.

Beniamino Piccone Private banker - Economista - Docente universitario

@beniapiccone 

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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