Lo schiaffo dei giovani al referendum un segnale per i prossimi governi: basta sussidi ai pensionati agiati

di Beniamino Piccone - 19 dicembre 2016

Secondo le analisi post elettorali di SWG, i giovani tra i 18 e i 24 anni hanno votato NO al referendum confermativo nella misura del 71%. Nella fascia 25-34 anni il dato non si discosta di molto: 65%. Insomma l’evidenza empirica è chiara: i giovani hanno voltato le spalle a Matteo Renzi. Il “rottamatore” è stato rottamato da coloro che lo avrebbero dovuto appoggiare nel processo di rinnovamento della classe politica italiana. Come mai? Una possibile ragione sta nell’agenda politica del fu governo Renzi, che ha visto di continuo politiche orientate a favorire i pensionati, che in molti casi non ne hanno bisogno, essendo di gran lunga la classe meno colpita dalla crisi degli ultimi 8 anni (certificato vieppiù dalle analisi del CENSIS, appena pubblicate).

Un importante punto di vista ci viene dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio (organismo indipendente con il compito di svolgere analisi e verifiche sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica del Governo e di valutare il rispetto delle regole di bilancio nazionali ed europee), che il 2 dicembre è uscito con una Nota di aggiornamento particolarmente pregnante sui provvedimenti governativi di “salvaguardia”.

L’Upb – guidato dall’ottimo Giuseppe Tesauro – scrive che le salvaguardie giungono a includere coloro che, con le vecchie regole, avrebbero visto decorrere la pensione entro 7 anni dall’entrata in vigore della riforma “Fornero”. I sindacati sono riusciti nel loro intento corporativo. L’ottava salvaguardia interesserà 30mila persone, includendo anche platee “non direttamente danneggiate” dalla riforma del 2011. Appena si apre uno spiraglio, il sindacato si infila e costringe il governo (colpevolmente passivo) ad allargare i cordoni della borsa. L’Upb chiosa: “Tale potenziale fonte di discriminazione (lavoratori in condizioni simili trattati diversamente, ndr) suggerisce di valutare se effettivamente vi siano ancora categorie di lavoratori per le quali è necessario proseguire in salvaguardia, e di concentrarsi ...su canali a valenza strutturale, di modo da convogliarvi le risorse disponibili in base a più efficaci e trasparenti ordini di priorità”.

In relazione all’istituto di rafforzamento della quattordicesima, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha compiuto delle simulaazioni per valutare quali sono i soggetti beneficiari. Ebbene, come spesso avviene in questo strano Paese dove i ricchi ricevono fior di sussidi (vedasi i pensionati retributivi), “al 10 per cento delle famiglie più povere affluisce meno del 5 per cento del beneficio complessivo”. Altra staffilata: “Inoltre, poichè l’istituto è condizionato esclusivamente al reddito personale, possono ricevere la quattordicesima anche i pensionati che, per effetto della presenza di altri familiari con redditi elevati, si collocano nei decili più ricchi della distribuzione dei redditi familiari: i tre decili più elevati ricevono circa il 10 per cento dell’ammontare complessivo della quattordicesima a legislazione vigente”. Si sarebbe dovuto intervenire tramite l’ISEE (indicatore di situazione economica e patrimoniale) che evita distorsioni distributive.

Caro Renzi, se pensi solo ai pensionati, ai giovani ci pensa (si fa per dire) Beppe Grillo.

Beniamino Piccone Private banker - Economista - Docente universitario

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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