Canzio, la burocrazia e il Siope

di Beniamino Piccone - 8 luglio 2013

Il Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, non ha ritenuto sufficienti le manifestazioni di apprezzamento per il lavoro svolto da parte del Ministro del Tesoro Saccomanni.

Ha preso carta e penna e ha scritto amareggiato e stizzito a tutti i dipendenti della Ragioneria – 5.000 persone – una lettera polemica: “...è veramente difficile esprimere in un momento come questo, con l’animo ferito dalla necessità di dover accettare gli esiti di un abbandono indesiderato e di un distacco che avrei preferito rimandare il più lontano possibile...”.

Ma per favore. Finalmente i grand commis di Stato lasciano ad altri per migliorare una gestione a dir poco farraginosa dei conti pubblici. Siamo certi che Daniele Franco, proveniente dalla Ricerca economica di Banca d’Italia, farà molto bene.

Non si può non essere d’accordo con Giavazzi che nel suo editoriale dal titolo Burocrazia inossidabile ha scritto: “Mario Canzio, l'attuale Ragioniere generale dello Stato, entrò in Ragioneria nel 1972, 41 anni fa, come funzionario dell'Ispettorato generale del Bilancio, l'ufficio che ha il controllo della spesa pubblica. Da quel giorno la spesa pubblica al netto degli interessi è cresciuta (ai prezzi di oggi) di circa 200 miliardi, dal 32 al 45 per cento del Pil. Da quando, otto anni fa, fu nominato Ragioniere generale, è cresciuta di oltre 30 miliardi”.

L’ha scritto Max Weber: “Ogni burocrazia si adopera per rafforzare la superiorità della sua posizione mantenendo segrete le sue informazioni e le sue intenzioni”. La forza della burocrazia italiana è il monopolio delle informazioni. Come dice Giavazzi, “Gli alti dirigenti hanno l'interesse a rendere il funzionamento dei loro uffici il più opaco e complicato possibile, in modo da essere i soli a poterli far funzionare”.

Bisogna scardinare questo sistema opaco e partire con la contabilità in tempo reale.

Non tutti sanno che esiste un sistema informatico chiamato SIOPE e gestito dalla Banca d’Italia. Il SIOPE è un’infrastruttura contabile che si basa sulle banche tesoriere, collegate tra loro e con Banca d'Italia, attraverso la rete nazionale interbancaria. Ogni transazione per cassa di ogni ente pubblico italiano già oggi passa di lì.

Tutte le transazioni sono già oggi codificate, con un codice contabile che può essere, con legge già approvata dal Parlamento, unico per tutto il territorio nazionale e unico per tutta la Pubblica Amministrazione. La Banca d'Italia può implementare quanto già esiste e funziona, con un basso costo marginale, con alcuni programmi applicativi e già compatibili con Eurostat, da distribuire gratuitamente alle amministrazioni, quali :

  • la contabilità generale in partita doppia connessa a Siope;
  • la contabilità sezionale degli investimenti pubblici (via Cup, codice unico di progetto)
  • la contabilità sezionale degli ordini di acquisto (via un codice simile al Cup, che qui chiamiamo CUA, codice unico di acquisto, che ancora non esiste).

Confidiamo che il nuovo Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco - proveniente dal Servizio Studi di Bankitalia – darà seguito alla contabilità in tempo reale.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


2 Commenti :

Inviato da Sandro il 22 settembre 2013 alle 15:40

Credo che la loro esperienza lavtiaorva sia utile al Paese, ma non con queste retribuzioni che, tra l'altro, non tengono conto che il personale afferente alle aziende che costoro gestiscono vivono di briciole. Un minimo di pudore ci ovrrebbe abche!

Inviato da Agus il 25 settembre 2013 alle 0:31

Credo che la loro esperienza lavotariva sia utile al Paese, ma non con queste retribuzioni che, tra l'altro, non tengono conto che il personale afferente alle aziende che costoro gestiscono vivono di briciole. Un minimo di pudore ci ovrrebbe abche!

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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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