La cassa integrazione in deroga è uno strumento sbagliato

di Beniamino Piccone - 24 giugno 2013

Il 9 aprile scorso, il Consiglio regionale lombardo ha votato all’unanimità - bipartisan - la richiesta al Governo di sblocco dei fondi per coprire la cassa integrazione fino a dicembre. Nell’attesa dei fondi veri, la mozione approva l’anticipo dei fondi, dopo che il governo pare abbia rassicurato sul prossimo invio delle risorse.

Per la sola Lombardia si tratta di circa 300 milioni di euro. Premetto subito che si tratta di una scelta sbagliata.

Partiamo dal principio. La cassa integrazione guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale nato per ammorbire le conseguenze negative del ciclo economico. È quindi uno strumento congiunturale. Se produco 100 il trimestre X e il trimestre Y produco 70, l’INPS interviene a colmare la domanda di lavoro con il fondi costituiti ad hoc grazie ai contributi delle imprese e dei lavoratori. Le ore lavorate si riducono ma il salario viene quasi integralmente (80%) mantenuto uguale.

Nel 2009, dopo il fallimento di Lehman Brothers nel settembre 2008, il governo istituì la cassa integrazione in deroga (alle norme sulla cassa integrazione ordinaria e straordinaria). Visto  che in Italia la deroga e l’emergenza sono criteri dominanti, il periodo di vigenza della cassa in deroga è stato prorogato sia nel 2010, che nel 2011 che nel 2012.

La cassa in deroga è un intervento di integrazione salariale a sostegno di imprese o lavoratori non destinatari della normativa sulla cassa integrazione guadagni. Spetta a tutti i lavoratori subordinati, dipendenti da aziende che operino in determinati settori produttivi (artigiani, commercio) o specifiche aree regionali, individuate in specifici accordi governativi.

E’ quindi uno strumento discrezionale, non universalistico che favorisce alcune imprese e non altre. Inoltre non prevede per le imprese beneficiarie alcun tipo di contributo, al contrario della CIG ordinaria. Friedman sosteneva che non esiste pasto gratis, qui in Italia eccome.

La CIG in deroga non incentiva in alcun modo il lavoratore a cercarsi un’altra occupazione. Illude quindi in molti casi il lavoratore del miglioramento delle sorti delle aziende. Ci sono casi in cui l’azienda è chiusa e in liquidazione, ma il lavoratore beneficia della cassa in deroga. Ma l’impresa non riaprirà mai.

La possibile replica è che non c’è possibilità di trovare lavoro. Ma un esperto come Pietro Ichino, intervistato da Linkiesta, dice: "Secondo i dati tratti dalle comunicazioni obbligatorie delle aziende alle Direzioni provinciali per l’impiego, anche in ciascuno di questi anni di gravissima crisi economica il mercato del lavoro italiano ha prodotto due milioni di contratti di lavoro subordinato regolare a tempo indeterminato. E il 12 per cento di queste assunzioni a tempo indeterminato, 240.000 nell’ultimo anno, ha riguardato persone con più di 50 anni di età. Non è vero, dunque, che per un ultracinquantenne trovare lavoro sia impossibile”.

Vuoi vedere che nel 2016 saremo ancora qua a discutere della proroga della cassa integrazione in deroga, che avrebbe dovuto terminare nel 2012? Tito Boeri rammenta: “Non è rifinanziando in qualche modo la cassa integrazione in deroga (...) che si uscirà dall’emergenza”.

E ai giovani chi ci pensa? Siamo alle solite. Gli ammortizzatori sociali sono costruiti per gli over 50 e pagati da tutti i contribuenti, compresi i giovani.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


0 Commenti :

Commento

Captcha

BENIAMINO PICCONE

/media/4982327/piccone.png
STORIA ECONOMICA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

Economia
Il Censis certifica le disparità intergenerazionali
16 gennaio 2017
Economia
Lo schiaffo dei giovani al referendum un segnale per i prossimi governi: basta sussidi ai pensionati agiati
19 dicembre 2016
Economia
Nella pubblica amministrazione si premia la presenza. E la produttività?
13 dicembre 2016

ARCHIVIO