Monte dei Paschi, il credito alle imprese e il conflitto di interessi

di Beniamino Piccone - 10 giugno 2013

L’italiano medio pensa che il conflitto di interessi sia un tema per specialisti e che non meriti alcuna priorità nell’agenda del Belpaese. Non è così.

Visto che il tema dei temi è la scarsità di credito al sistema delle imprese, vorrei partire dal Monte dei Paschi, la più antica banca italiana, la quale nel 2013 è costretta a chiedere un prestito al Ministero del Tesoro per poter rispettare i requisiti patrimoniali di Vigilanza, stabiliti dal Comitato di Basilea presso la Banca dei Regolamenti Internazionali.

I problemi del Monte dei Paschi (MPS) nascono dall’acquisizione di Banca Antonveneta. Nel maggio 2007, il MPS decide di acquisire il controllo del gruppo Antonveneta da ABN-AMRO, nell’ambito di un accordo quadro con il Banco Santander. Il costo dell’operazione ammonta a circa 9 miliardi di euro.

In relazione al prezzo di acquisto, la parte venditrice - Santander, Royal Bank of Scotland e Fortis - comprò ABN-AMRO e tutte le sue controllate per oltre 71 miliardi di euro. Siamo vicini alla verità se pensiamo che il prezzo pagato da Santander per la sola Antoveneta fosse nell’intorno di 6 miliardi di euro, e quindi tre miliardi in meno di quanto MPS abbia pagato per acquisirla tre mesi dopo. Sarà la decisione più nefasta nei 500 anni di storia del Monte dei Paschi.

Il conflitto di interessi è decisivo nell’operazione Antoveneta. La cosa surreale, infatti, è che Mussari - allora Presidente di MPS -  si fece assistere nell’operazione da Andrea Orcel, rainmaker di Bank of America-Merrill Lynch il cui miglior cliente - cosa risaputa a chiunque nel settore - era proprio Botin.

Se ne deduce che uno dei motivi per cui MPS riduce il credito all’economia - non avendo il capitale di Vigilanza necessario viste le perdite subite dalla svalutazione dell’avviamento pagato per acquisire Antonveneta - è da ricercarsi nell’abnorme conflitto di interessi che pervade il mondo della finanza e non solo.

Nel pregevole “Morte di un magnate americano”, Hans Tuzzi descrive il ruolo di Bernard Berenson, consulente per le acquisizioni di pittura italiana nel mondo di John Pierpont Morgan (JPM). Berenson era a libro paga sia di JPM - acquirente - che di Duveen - uno dei più influenti mercanti d’arte del tempo.

Berenson, come il banchiere Orcel, si muoveva tra due portafogli. Purtroppo per noi, Mussari non è John Pierpont Morgan, e quindi con l’acquisizione di Antonveneta, il patrimonio della Fondazione MPS - che si è colpevolmente indebitata con il malaugurato consenso del Tesoro per dare seguito all’operazione - si è di fatto azzerato.

Siamo allora d’accordo con Guido Rossi, che nel suo “Conflitto Epidemico” scrive: “Nelle crisi precedenti il conflitto di interessi aveva intaccato soltanto l’attività di qualche protagonista del mercato, come le banche, che finanziavano le imprese per nasconderne i dissesti e ne acquistavano le azioni per tenerne alto il valore. Oggi, qualunque lettore di quotidiani è in grado di notare che comportamenti come questi caratterizzano tutti gli attori dei nostri mercati”.

Beniamino Piccone

@beniapiccone


0 Commenti :

Commento

Captcha

BENIAMINO PICCONE

/media/4982327/piccone.png
STORIA ECONOMICA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

Economia
Il Censis certifica le disparità intergenerazionali
16 gennaio 2017
Economia
Lo schiaffo dei giovani al referendum un segnale per i prossimi governi: basta sussidi ai pensionati agiati
19 dicembre 2016
Economia
Nella pubblica amministrazione si premia la presenza. E la produttività?
13 dicembre 2016

ARCHIVIO