Un Paese misero e nobile nelle Considerazioni finali del Governatore Visco

di Beniamino Piccone - 17 giugno 2013

La settimana scorsa ero immerso nell’analisi dei mercati finanziari, quando è apparso sullo schermo il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco. Il consueto rito di fine maggio aveva inizio.

Le Considerazioni finali si chiudono così: “Le riforme non possono essere chieste sempre a chi è altro da noi; tutti dobbiamo impegnarci: imprese, lavoratori, banche, istituzioni...I sacrifici compiuti per conseguire e consolidare la stabilità finanziaria rispondono a rigidità a lungo trascurate, a ritardi accumulati nel tempo...Non bisogna aver timore del futuro, del cambiamento. Non si costruisce niente sulla difesa delle rendite e del proprio particolare, si arretra tutti. Occorre consapevolezza, solidarietà, lungimiranza. Interventi e stimoli ben disegnati, anche se puntano a trasformare il Paese in un arco di tempo non breve, produrranno la fiducia che serve per decidere che già oggi vale la pena di impegnarsi, lavorare, investire”.

Sono anni, lustri che i Governatori sferzano i governi, spingono per un radicale cambio di rotta nella politica economica. Ma come sostenne Einaudi, sono Prediche Inutili. Non cambia nulla. Allora ha ragione Hans Tuzzi che nel “Principe dei gigli” (Bollati Boringhieri, 2012) scrive: “Questa era dunque l’Italia: miseria e nobiltà, eleganza e cafonaggine, genio e servilismo. Conformismo e parcheggio selvaggio. Infinita miseria, non già materiale, bensì morale, e ogni giorno una miseria in più. Ma anche, dignità, nobiltà, pazienza: povere minoritarie virtù reiette, relegate nei pagi come le ombre degli antichi lari da una religione tracotante e vincente: quella dei soldi, del clacson, della furbizia”.

È proprio così. Accanto alla meritocrazia, alla competenza di Bankitalia, il Belpaese è ricco di ingiustizie, cafonaggine, servilismo, incompetenza. Sta in noi scegliere quale strada prendere. Come dice bene Visco, siamo fermi a 25 anni fa. Cosa aspettiamo a prendere la direzione giusta?

Beniamino Piccone

@beniapiccone


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BENIAMINO PICCONE

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STORIA ECONOMICA
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Private banker presso Nextam Partners SGR. Economista e docente universitario alla’Università Carlo Cattaneo – LIUC dove insegna Sistema Finanziario. È un cultore della storia della Banca d’Italia. Ha curato – sempre con l’editore Aragno il volume Paolo Baffi, Parola di Governatore (2013) e Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (2014). Collaboratore di Repubblica. È animatore dell’apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico Faust e il Governatore.

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