Scusi dottore, ma per i revisori?

di Alessandro Lini - 21 ottobre 2013

Quanti di noi si saranno sentiti rivolgere questa domanda da parte di aspiranti tirocinanti, e trovandosi nell’imbarazzo di non saper che cosa rispondere di preciso?

Cerchiamo con questo intervento di presentare lo “stato dell’arte” ad oggi, nella consapevolezza di essere nelle more dell’emanazione dei restati regolamenti esecutivi che sono necessari per mandare a regime la nuova disciplina  della revisione legale. Come ben sappiamo, infatti, con il D.Lgs 39/2010 lo Stato Italiano ha recepito la direttiva comunitaria 2006/43/CE; nello stesso D.Lgs sono stati previsti ben diciotto regolamenti attuativi di cui ad oggi ne sono stati emanati sette.

Il primo intervento che ha creato quindi un certo scompiglio risale al D.L. 1/2012 dove è stata disposta la riduzione a diciotto mesi del tirocinio per l’accesso alle professioni: si è venuta a creare dall’oggi al domani una situazione di squilibrio che ha anche creato non pochi problemi per la gestione del tirocinio stesso.

Sì, perché un tirocinio affrontato coscienziosamente, sia da parte del tirocinante che dello stesso dominus, prevedeva la condivisone di un percorso di “formazione” articolato lungo tre anni, magari con la contestuale frequenza di una scuola di preparazione all’esame, insomma un vero e proprio “piano di studi” organizzato a stadi di avanzamento piuttosto che un tirocinio organizzato all’impronta, giorno per giorno.

Uno degli passaggi previsti nel D.Lgs. 39/2010 è il trasferimento delle competenze sul registro revisori dal Ministero della Giustizia al Ministero dell’Economia. Passaggio avvenuto il 12 settembre 2012; da allora il caos più completo, tanto che è stata necessaria un’interrogazione parlamentare per venire a capo della questione.

Si sono anche creati problemi di coordinamento in virtù del fatto che il tirocinio per revisore è fissato in trentasei mesi dalla direttiva stessa; addirittura, con una prima interpretazione a caldo fornita dagli uffici della Ragioneria Generale dello Stato, si profilava l’impossibilità di uno svolgimento contestuale dei due tirocini, con il risultato che sarebbero richiesti non diciotto, non trentasei ma bensì cinquantaquattro mesi complessivamente per completare i due tirocini.

Ad oggi, in attesa dell’emanazione dei restanti regolamenti attuativi e nell’incertezza della decisone che verrà assunta dal Ministero sull’equipollenza “esami di stato/esame di idoneità”, l’unico consiglio che possiamo dare a chi vorrà svolgere questa professione è quello di attivare immediatamente il tirocinio come revisore legale una volta ottenuto il diploma di laurea triennale, così da far decorrere intanto i primi diciotto mesi e cercare quindi di far coincidere (più o meno) la fine del tirocinio per la sezione A con il tirocinio da revisore, così da affrontare l’esame di Stato, se verrà confermata l’equipollenza, avendo già maturato completamente anche i trentasei mesi di tirocinio come revisore legale.

 

 

Dottore commercialista sez. A

Esperto Contabile

Sez. B

Revisore Legale

Titolo

di

studio

Laurea specialistica o magistrale nelle classi 64/S; 84/S poi LM 56 LM 77

Laurea triennale nelle classi 17; 28 poi L18; L33

Diploma di laurea almeno triennale in materie giuridiche o economiche

Durata

tirocinio

18 mesi di cui 6 durante l’ultimo anno di studi universitari

18 mesi di cui 6 durante l’ultimo anno di studi universitari

36 mesi dal conseguimento del titolo d’accesso.

Abilitazione

Esame di stato Art. 46 D.Lsg. 139/2005

Esame di Stato Art. 47 D.Lgs. 139/2005

Esame di idoneità professionale Art. 8 dir 2006/43/CE art. 4 D.Lsg. 39/2010

 

Materie d’esame

 

L'esame di Stato per l'iscrizione nella Sezione A dell'Albo è articolato nelle seguenti prove:

L'esame di Stato per l'iscrizione nella Sezione B dell'Albo è articolato nelle seguenti prove:

L'esame di idoneità professionale verte in particolare sulle seguenti materie:

a) tre prove scritte, di cui una a contenuto pratico, dirette all'accertamento delle conoscenze teoriche del candidato e della sua capacità di applicarle praticamente;

b) una prova orale diretta all'accertamento delle conoscenze del candidato, oltre che nelle materie oggetto delle prove scritte, anche nelle seguenti materie: informatica, sistemi  informativi, economia politica, matematica e statistica, legislazione e deontologia professionale.

 2. Le prove scritte di cui al comma 1, lettera a), consistono in:

 a) una prima prova vertente sulle seguenti materie: ragioneria generale e applicata, revisione aziendale, tecnica industriale e commerciale, tecnica bancaria, tecnica professionale, finanza aziendale;

b) una seconda prova vertente sulle seguenti materie: diritto privato, diritto commerciale, diritto fallimentare, diritto tributario, diritto del lavoro e della previdenza sociale, diritto processuale civile;

c) una prova a contenuto pratico, costituita da un'esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta ovvero dalla redazione di atti relativi al contenzioso tributario.

 

 a) tre prove scritte, di cui una a contenuto pratico, dirette all'accertamento delle conoscenze teoriche del candidato e della sua capacità di applicarle praticamente nelle materie indicate dalla direttiva n. 84/253/CEE del Consiglio, del 10 aprile 1984, e dall'articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88;

b) una prova orale, avente ad oggetto le materie previste per le prove scritte e questioni teorico-pratiche relative alle attività svolte durante il tirocinio professionale, nonché aspetti di legislazione e deontologia professionale.

2. Le prove scritte di cui al comma 1, lettera a), consistono in:

a) una prima prova, vertente sulle seguenti materie: contabilità generale, contabilità analitica e di gestione, disciplina dei bilanci di esercizio e consolidati, controllo della contabilità e dei bilanci;

b) una seconda prova, vertente sulle seguenti materie: diritto civile e commerciale, diritto fallimentare, diritto tributario, diritto del lavoro e della previdenza sociale, sistemi di informazione ed informatica, economia politica ed aziendale, principi fondamentali di gestione finanziaria, matematica e statistica;

c) una prova a contenuto pratico, costituita da un'esercitazione sulle materie previste per la prima prova scritta.

 

a) contabilità generale;

b) contabilità analitica e di gestione;

c) disciplina del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato;

d) principi contabili nazionali e internazionali;

e) analisi finanziaria;

f) gestione del rischio e controllo interno;

g) principi di revisione nazionale e internazionali;

h) disciplina della revisione legale;

i) deontologia professionale ed indipendenza;

l) tecnica professionale della revisione;

m) diritto civile e commerciale;

n) diritto societario;

o) diritto fallimentare;

p) diritto tributario;

q) diritto del lavoro e della previdenza sociale;

r) informatica e sistemi operativi;

s) economia politica, aziendale e finanziaria;

t) principi fondamentali di gestione finanziaria;

u) matematica e statistica

Per le materie indicate alle lettere da m) a u), l'accertamento delle conoscenze teoriche e della capacità di applicarle concretamente è limitato nella misura in cui sono rilevanti per la revisione contabile.

 


Alessandro Lini

@alelini

 


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ALESSANDRO LINI

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PROFESSIONE, PROFESSIONISTA
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Dottore Commercialista, revisore legale, consulenza aziendale e tributaria. Consulenza ed assistenza nello start up di pmi; enti non commerciali. Ctu,Ctp e procedure concorsuali Relatore in eventi formativi su ordinamento professionale, (deontologia e tariffa), organizzazione degli studi professionali e società tra professionisti.


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