Non sempre il cliente è solo un consumatore

di Alessandro Lini - 18 novembre 2013

Potsdam, Germania, 1700 circa: “Ci sarà un giudice a Berlino” fa dire Bertold Brecht in una sua opera al mugnaio che si ribella ad un sopruso di un nobile locale che, in quanto tale, aveva dalla sua parte tutti i giudici del luogo.

I professionisti nostrani un giudice l’hanno trovato a Roma, sul lungotevere, riva destra in quel luogo spesso definito “palazzaccio”, almeno per quando riguarda un aspetto, prima pacifico ma poi divenuto controverso con l’entrata in vigore del D.L. 1/2012 in materia di incarichi professionali con l’ordinanza 24731 del 4 novembre 2013.

Un passo indietro, con il D.L. 1/2012 si è introdotto l’obbligo del preventivo (in un primo tempo obbligo d’incarico conferito per iscritto al professionista, poi tramutato in obbligo per quest’ultimo di fornire al proprio cliente un preventivo di massima ed una completa informativa: “Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell' incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell'incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale. In ogni caso la misura del compenso è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all'importanza dell'opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi”.

In pratica siamo arrivati al punto di imporre al professionista l’applicazione dello statuto del consumatore, D.Lgs. 206 del 2005, nei rapporti con la propria clientela indipendentemente dalla natura di questa, ritenendo sempre e comunque che sia il cliente del professionista la parte debole del contratto da tutelare in ogni caso (immaginiamo ad esempio il professionista nominato componente del collegio sindacale di una società quotata in borsa, oppure il professionista incaricato di assistere la stessa in un contenzioso tributario: chi tra i due è il soggetto debole da tutelare?).

Ebbene con la citata ordinanza la Suprema Corte ha riconosciuto che nel caso di rapporti tra soggetti economici non si possa applicare la disciplina contenuta nel D.Lgs. 206/2005, enunciando il seguente principio di diritto ai sensi dell'art. 363 c.c.,: "In tema di disciplina di tutela del consumatore e di contratti negoziati fuori dai locali commerciali, non riveste la qualità di consumatore una persona fisica quando, attraverso il contratto, si procuri un bene o un servizio nel quadro dell'organizzazione di un'attività professionale da intraprendere, prendendo, proprio al fine di realizzare tale organizzazione, l'iniziativa di ricercare il bene o il servizio stesso. Conseguentemente, ai fini della competenza, il foro esclusivo del consumatore trova applicazione soltanto con riferimento ai contratti conclusi al di fuori ed indipendentemente da qualsiasi attività o finalità professionale, sia attuale, sia futura".

Certo, non possiamo fare a meno dell’incarico, è sempre preferibile averlo per iscritto, soprattutto per un certo tipo di prestazioni, mai dimenticare che su di noi incombe l’onere della prova di aver comunicato al cliente il preventivo di massima, tutte questo è stato oggetto di un precedente intervento, ed a quello rimando per gli approfondimenti ma non dobbiamo più avere “l’ossessione” da incarico.


Alessandro Lini

@alelini


0 Commenti :

Commento

Captcha

ALESSANDRO LINI

/media/4779601/lini.png
PROFESSIONE, PROFESSIONISTA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Dottore Commercialista, revisore legale, consulenza aziendale e tributaria. Consulenza ed assistenza nello start up di pmi; enti non commerciali. Ctu,Ctp e procedure concorsuali Relatore in eventi formativi su ordinamento professionale, (deontologia e tariffa), organizzazione degli studi professionali e società tra professionisti.


Gli (in)utili Commercialisti
4 febbraio 2016

A pensar male si fa peccato, ma…
22 dicembre 2015

Fare il professionista è ancora una professione?
8 giugno 2015

ARCHIVIO