Gli (in)utili Commercialisti

di Alessandro Lini - 4 febbraio 2016

Ci risiamo!

Dopo una campagna, se non denigratoria quantomeno squalificante, della figura del Commercialista, che affonda le proprie radici nelle “lenzuolate” del 2006 passando poi per l’abolizione della tariffa professionale, cui ha fatto seguito l’adozione di parametri giudiziali per la determinazione dei compensi – parametri che se per le altre professioni dell’area giuridico-economico-contabile (Notai, Avvocati e Consulenti del Lavoro) restituiscono dalla loro applicazione compensi quanto meno dignitosi, ai dottori commercialisti riservano invece per esempio un compenso di ben 52,50 euro per tutte le attività svolte in merito alla costituzione di una srl con 10.000 di capitale – per culminare poi nelle affermazioni più volte ripetute dall’attuale premier su gli “inutili commercialisti”.

Adesso, nel giro di pochi giorni richieste di aiuto per “il bene del Paese” alla categoria, prima da parte dell’AF per uscire dal pantano in cui si è cacciata con l’operazione 730 pre-”complicato” in merito alla trasmissione dei dati relativi al sistema Tessera Sanitaria, poi anche da parte del dott. Raffaele Cantone alla guida dell’Anticorruzione il quale ci dice che dobbiamo educare i nostri clienti a pagare le tasse.

Non è certo questa una novità, molto probabilmente tra le mani del dott. Cantone è capitata la sentenza della Corte di cassazione n. 9916/2010 che si è occupata della responsabilità civile del Commercialista, affermando il principio che il professionista può essere ritenuto responsabile delle violazioni commesse dal proprio cliente se non adotta la necessaria diligenza, ovvero se avalla coscientemente comportamenti illeciti posti in essere dal proprio cliente, a nulla rilevando la manleva rilasciata dal cliente stesso, che anzi può costituire, se non un aggravante, la prova che il commercialista è senza dubbio al corrente che il comportamento posto in essere non è in regola con le norme di legge. Nella stessa la Suprema Corte afferma che il professionista «ha l’obbligo di espletare l’incarico affidatogli con diligenza secondo le regole della professione» richiamando tra queste il codice di deontologia professionale, sostenendo così che il commercialista non solo ha l’obbligo di vigilare sulla corretta applicazione della normativa, ma che egli stesso è gravato dal «dovere» di compiere un opera di educazione «civico-tributaria» nei confronti dei contribuenti.

Certo non può sfuggire l’aspetto di natura pubblicistica che sottostà a tale ragionamento, e questo ci porterà a sviluppare in altra sede una serie di riflessioni sul ruolo del dottore commercialista in ambito contabile/tributario.

Quindi, da più parti sentiamo che i Commercialisti “devono”… i Commercialisti “devono”…

Ma i Commercialisti che “devono” da chi devono essere pagati per l’adempimento di questi doveri?

Recentemente un magistrato, il dott. Alberto Munno, giudice della II sezione del Tribunale civile di Taranto, ha fatto parlare di sé dopo che aveva rinviato una causa al 2018 sostenendo che aveva già oltre 160 cause a ruolo per il 2016, queste le sue parole: «La protrazione sine die dell’impegno lavorativo comporterebbe un’inammissibile compressione dei diritti inviolabili della persona umana del magistrato impiegato, essendo la durata massima della giornata lavorativa preordinata alla tutela dei diritti di cui all’art. 2 della Costituzione». E ancora: «la prestazione lavorativa senza limite di durata incontra il divieto di cui all’art. 4 della “Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo”, la quale, sotto la rubrica del lavoro forzato, dispone al comma 2 che “non è considerato come lavoro forzato ogni lavoro che fa parte delle normali obbligazioni civili”», che poi «non può considerarsi “normale obbligazione civile” la prestazione lavorativa la cui durata sia sottratta a limiti predeterminati e certi, e sottoposta agli arbitri degli utenti del servizio».

Giusto!

Prima o poi tutto questo varrà anche per i Commercialisti?

 

Alessandro Lini

@Alelini


0 Commenti :

Commento

Captcha

ALESSANDRO LINI

/media/4779601/lini.png
PROFESSIONE, PROFESSIONISTA
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Dottore Commercialista, revisore legale, consulenza aziendale e tributaria. Consulenza ed assistenza nello start up di pmi; enti non commerciali. Ctu,Ctp e procedure concorsuali Relatore in eventi formativi su ordinamento professionale, (deontologia e tariffa), organizzazione degli studi professionali e società tra professionisti.


Gli (in)utili Commercialisti
4 febbraio 2016

A pensar male si fa peccato, ma…
22 dicembre 2015

Fare il professionista è ancora una professione?
8 giugno 2015

ARCHIVIO