Organizzazioni: meglio rane o pipistrelli?

di Luca Baiguini - 18 settembre 2013

Proseguo la riflessione iniziata con il post precedente, per tentare un approfondimento sul rapporto tra formazione/sviluppo delle risorse umane e competitività.

Ho già detto della fenomenologia di questo rapporto, che sottostà, appunto, al “Principio del Midsize”.

Oggi vorrei condividere alcune idee su quale tipo di formazione e quali obiettivi di sviluppo delle risorse umane mi sembrano i più aderenti a questo periodo storico.

Parto da una similitudine costruita da Robert Dilts, Julian Russell ed Anne Deering nel loro libro “Alpha Leadership” (Wiley, 2002). I tre autori partono dalla descrizione del comportamento delle rane e dei pipistrelli per descrivere due diversi approcci alla realtà e al cambiamento.

In sintesi: una rana messa in un vaso con alcune mosche morte, pur avendo cibo a disposizione morirà di fame. Questo perché il suo sistema sensoriale è stato progettato per individuare oggetti in movimento, e non oggetti immobili. La rana riconosce uno schema: individua un contrasto tra oggetto e sfondo, percepisce la forma arrotondata dell’oggetto, individua il movimento attraverso i cambiamenti di luce e, se il quadro è coerente con il concetto di potenziale preda, allora la rana afferra l’oggetto per mangiarlo, mentre se il risultato dell’elaborazione porta a individuare un potenziale predatore la rana salta per mettersi al sicuro.

Il sistema in linea di massima funziona, visto che permette di distinguere prede e predatori. Certo, però, può fare perdere facili occasioni quando il pasto non coincide con gli elementi cardine dello schema stesso (come nel caso delle mosche morte nel vaso).

Il sistema sensoriale dei pipistrelli, invece, è molto diverso. Potremmo definirlo un sistema ad assetto variabile che, piuttosto che riconoscere schemi, elabora dei segnali.

Funziona, più o meno, così: se il pipistrello si muove a velocità moderata, si accontenta di una “visione” a bassa frequenza del suo ambiente, ed aggiorna la sua immagine del mondo notturno con dieci pulsazioni al secondo, elaborando soltanto il numero limitato di informazioni che gli sono necessarie al volo.

Al contrario, quando individua potenziali prede (o predatori), la frequenza del sonar aumenta istantaneamente fino a duecento pulsazioni al secondo, arrivando quindi ad avere una visione molto dettagliata dell’ambiente. Anche se questo gli richiede uno sforzo notevole, la situazione di potenziale pericolo o opportunità giustifica questo “investimento”.

Le rane, quindi, riconoscono degli schemi, mentre i pipistrelli sono in grado di elaborare dei segnali.

Che c’entra tutto questo con la formazione e lo sviluppo delle risorse umane?

Credo che la lezione che possiamo trarre da questa congiuntura così dura sia proprio questa: non è più sufficiente, a qualsiasi livello organizzativo, un sistema sensoriale che riconosce degli schemi. Servono persone e organizzazioni in grado di elaborare i segnali e sorvegliare proattivamente ogni area del business, perché qualsiasi novità può essere un segnale che richiede una reazione rapida e decisa.

Un progetto di formazione e di sviluppo delle persone in un’organizzazione dovrebbe, per come la vedo io, puntare proprio a questo: a diffondere a tutti i livelli la capacità di elaborare dei segnali (come fanno i pipistrelli) piuttosto che di riconoscere degli schemi (come le rane).

Perché gli schemi che rimangono uguali nel tempo sono merce sempre più rara.

Certo, una cosa è conoscere il bisogno di un sistema di questo tipo, un’altra è progettarne uno.

E qui il lavoro da fare è, mi pare, ancora parecchio.

Come sempre, opinioni, stimoli (e provocazioni) sono i benvenuti.


Luca Baiguini

@lucabaiguini

 

 


0 Commenti :

Commento

Captcha

LUCA BAIGUINI

/media/5686634/baiguini.png
FATTORE UMANO ORGANIZZAZIONI
Account twitter Account LinkedIn Feed RSS

Docente di Comportamento Organizzativo al MIP – Politecnico di Milano, tiene corsi e moduli nei Master of Business Administration su Negoziazione, Public Speaking, Team Management e Leadership.

Oltre che con MySolution|Post, collabora con il blog di Harvard Business Review, sia nelle edizioni americana che italiana. Condivide idee e prospettive anche sul suo blog www.lucabaiguini.com


Lavoro in team: consenso vs conformismo
12 aprile 2016

Lavoro in team: il trade-off tra direttività e partecipazione
4 aprile 2016

Lavoro in team: un trade-off e un “cul de sac”
13 gennaio 2016

ARCHIVIO