La gestione dei processi artistici

di Luca Baiguini - 7 aprile 2014

Proseguo l’analisi iniziata nel post precedente sul contributo di Hall e Johnson nella definizione di Arte e Scienza nella gestione dei processi.
La matrice dei processi aiuta a stabilire dove applicare una gestione che si ponga come obiettivo la standardizzazione e dove, invece, l’approccio artistico e creativo possa creare un significativo valore aggiunto.
Mentre sulla standardizzazione si sono cimentati diversi autori con contributi ampi e articolati, la gestione dei processi artistici è un terreno meno esplorato (e, per certi aspetti, piuttosto insidioso).

Gli autori propongono la loro ricetta, che mi pare pragmatica ed equilibrata.
Per sviluppare un processo artistico serve un approccio in tre fasi, che per molti aspetti sono in netto contrasto con il process management tradizionale.

FASE 1: IDENTIFICAZIONE DEI PROCESSI ARTISTICI E DEI PROCESSI SCIENTIFICI

In questo aiuta la matrice dei processi presentata nel post precedente
Un processo è sicuramente artistico quando presenta un ambiente di processo con alta variabilità ed una percezione positiva della variabilità dell’output da parte dei clienti. 

FASE 2: SVILUPPO DI UN’INFRASTRUTTURA CHE SIA DI SUPPORTO AI PROCESSI ARTISTICI

Gli obiettivi di questa fase sono due:

  1. creare un’infrastruttura che consenta agli “artisti” di avere garantita la libertà di esercitare ed affinare la propria arte;
  2. fare in modo che l’arte crei il massimo valore per il cliente.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario:

  • creare indicatori appropriati: gli indicatori di questo tipo di processi in genere hanno a che vedere strettamente con il feedback dei clienti, e in specie di quei clienti che maggiormente sono in grado di apprezzare sfumature qualitative nell’output e nel prodotto di questi stessi processi;
  • fare lavorare insieme scienza ed arte: qualunque processo artistico deve essere supportato da una serie di processi che, invece, possono (e in molti casi devono) essere oggetto di standardizzazione (visto che questa standardizzazione è spesso la piattaforma su cui gli artisti poggiano la loro capacità di creare prodotti unici);
  • creare un programma efficace di formazione: il trasferimento dei processi artistici è spesso più complesso rispetto al trasferimento di processi scientifici; richiede un percorso formativo articolato e, a volte, lungo;
  • tollerare l’insuccesso: il meccanismo che costruisce la soddisfazione di un cliente in un processo artistico è delicato. L’insuccesso è parte di questo gioco.

FASE 3: REVISIONE PERIODICA DELLA DISTINZIONE CONCETTUALE TRA ARTE E SCIENZA

I processi artistici hanno un costo. Spesso questo costo è anche elevato. 
Per questo è necessario monitorare il cambiamento nei bisogni dei clienti e i mutamenti nella tecnologia. Questi mutamenti potrebbero aver trasformato i desideri dei clienti e, di conseguenza, la tipologia di processo che ne genera la soddisfazione.
Non si deve dare per scontata, insomma, la posizione di un processo all’interno della matrice.


Luca Baiguini

@lucabaiguini

 


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LUCA BAIGUINI

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FATTORE UMANO ORGANIZZAZIONI
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Docente di Comportamento Organizzativo al MIP – Politecnico di Milano, tiene corsi e moduli nei Master of Business Administration su Negoziazione, Public Speaking, Team Management e Leadership.

Oltre che con MySolution|Post, collabora con il blog di Harvard Business Review, sia nelle edizioni americana che italiana. Condivide idee e prospettive anche sul suo blog www.lucabaiguini.com


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