Aliquota Iva per le somministrazioni di alimenti e bevande: casi

di Stefano Setti - 26 settembre 2013

Per quanto attiene alla somministrazione di alimenti e bevande nei locali si fa presente che l’aliquota Iva agevolata del 10% torna applicabile unicamente alla somministrazione di alimenti e bevande, ovvero alla vendita per il consumo sul posto, che comprende tutti i casi in cui i clienti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico appositamente attrezzata (n. 121, della tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972 e Ris. n. 380292/E del 25 febbraio 1980).

La vendita di lattine e di cibi pronti è, invece, soggetta all’aliquota propria dei beni ceduti (di regola il 21%). In particolare, per i piatti da asporto, l’amministrazione finanziaria ha escluso che la relativa cessione possa essere assimilata alla somministrazione chiarendo che l’aliquota Iva applicabile debba di volta in volta essere individuata a seconda delle componenti che costituiscono i pasti stessi e che qualificano la preparazione alimentare (Ris. 107/E del 20 agosto 1998). 

Caso 1

Domanda: nell’attività di un bar–caffetteria i maggiori acquisti di materie prime avvengono con l’applicazione dell’aliquota al 21%; si tratta di caffè, bibite, liquori. È giusto applicare l’aliquota del 10% nelle vendite?

Risposta: il bar può applicare l’aliquota ridotta del 10% sulle vendite, in quanto la sua attività è qualificabile come servizio e, in particolare, come “somministrazione di alimenti e bevande”. L’aliquota ridotta è prevista dal n. 121) della tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972.

Caso 2

Domanda: nel registrare i corrispettivi di un bar, l’Iva è al 10% o al 21%? Premetto che il bar non suddivide le consumazioni. Se è stata fatta la registrazione al 21% per un anno, all’inizio del successivo può essere registrata correttamente, quindi presumo al 10%?

Risposta: la somministrazione di alimenti e bevande è soggetta all’aliquota ridotta del 10% ai sensi del n. 121 della tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972. Se il bar ha erroneamente registrato e dichiarato, con aliquota ordinaria del 21%, i corrispettivi delle somministrazioni effettuate, è possibile modificare la scelta operata. 

Caso 3

Domanda: qual è l’aliquota Iva applicabile alla cessione di birra: quella ordinaria del 21% o quella ridotta del 10% ai sensi del n. 82 della tabella A, parte III allegata al DPR n. 633/1972? C’è differenza tra cessione di birra in fusti da parte del produttore a un commerciante e quella venduta in bottiglie ai consumatori finali?

Risposta: l’aliquota per la vendita di birra è quella ordinaria del 21%. Il n. 82) della tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972 prevede l’aliquota del 10%, ma l’art. 5 del D.L. 15 settembre 1990 n. 261, in vigore dal 22 luglio 1990, ha implicitamente abrogato tale disposizione prevedendo l’applicabilità dell’aliquota ordinaria per birra e acque minerali. Diverso è il caso della birra consumata al bar, che rientra fra le somministrazioni di alimenti e bevande, per cui trova applicazione l’aliquota del 10%, prevista dal n. 121) della tabella A, parte III, allegata al DPR n. 633/1972.


Stefano Setti


2 Commenti :

Inviato da fabiana spotti il 6 marzo 2014 alle 16:30

Buongiorno, nelle vendita di capsule e cialde di caffè tramite il canale di e-commerce qualè l iva da applicarsi? 4 10 21 22 %?come è possibile che diversi venditori applicano le menzionate differenti aliquote iva? sulla base di cosa ? In attesa di un suo riscontro ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti

Inviato da Lello Delgro il 8 giugno 2015 alle 11:28

Mio nipote si sposa ed il proprietario della location ha detto che il prezzo sara poi maggiorato dell'IVA. quale è la percentuale che dovrebbe essere applicata?

Commento

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STEFANO SETTI

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IVA E INDIRETTE
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Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile.

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