Fattura con addebito di Iva locale per manifestazione all’estero: come comportarsi?

di Stefano Setti - 16 ottobre 2013

Come comportarsi in determinate situazioni? Il Master Iva MySolution fornisce risposte ad hoc per i professionisti. Montegrotto Terme (PD) e Brescia ospiteranno gli incontri, a partire, rispettivamente, dal 16 e dal 29 ottobre 2013 e GRATUITI PER GLI ABBONATI ALLA PIATTAFORMA MYSOLUTION.

Di seguito un altro esempio di tipologia di risposta presente al Master Iva MySolution.

Domanda: società italiana riceve fattura da società tedesca con addebito di Iva locale per una manifestazione fieristica tenutasi in Germania; è corretto?

Risposta: con la nuova disciplina della territorialità Iva è stato stabilito che le prestazioni di servizi relativi a “fiere ed esposizioni”, nonché quelle degli organizzatori di tali attività, rientrano fra quelle relative alle attività culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, in linea con l’interpretazione fornita dalla Corte di giustizia europea nella sentenza 9 marzo 2006, causa C-114/05, relativa a prestazioni rese agli espositori da un soggetto organizzatore di fiere.

Più nel dettaglio le prestazioni fornite da un ente fiera o da un soggetto organizzatore, volte a permettere alle imprese espositrici di partecipare alla manifestazione fieristica, qualificate come complesse dalla Corte di giustizia, rientrerebbero, quindi, tra quelle di cui all’art. 7-quinquies del D.P.R. n. 633/1972 e, se rese nell’ambito di un rapporto B2B, tra quelle regolate dall’art. 7 ter del medesimo decreto a decorrere dal 1° gennaio 2011.

Ciò posto, in alcuni Paesi della Ue (ad esempio Francia e Germania) tali prestazioni vengono considerate come prestazioni di servizi su beni immobili, quindi, soggette ad Iva ove si trova l’immobile della “fiera”. Il committente soggetto passivo Iva “stabilito” in Italia, seguendo la prassi interna, si attende, invece, sempre fatture detassate, ritenendo tali prestazioni di servizi soggette a reverse charge obbligatorio in Italia nei rapporti BtoB, con applicazione dell’Iva interna.

Il committente residente che riceve una fattura con addebito dell’Iva estera per la partecipazione ad una fiera in uno Stato membro dovrebbe, quindi, assoggettare comunque ad Iva italiana il servizio acquistato dal fornitore comunitario mediante il meccanismo del reverse charge. Tale comportamento si renderebbe necessario, pur in presenza di fatture legittimamente emesse dal prestatore comunitario in conformità alle regole fiscali del proprio Stato, al fine di evitare le sanzioni alla violazione dell’obbligo del reverse charge in Italia.

L’Iva estera pagata dal committente italiano, se correttamente applicata dal fornitore comunitario secondo le disposizioni interne (normative o interpretative) dello Stato membro ove è stabilito, potrà essere recuperata in seguito a richiesta di rimborso in tale Stato.

Per saperne di più: Master Iva MySolution

Per informazioni scrivi a: formazione@cesimultimedia.it

Per approfondire leggi anche:

Master Iva MySolution: un'opportunità di approfondimento per i professionisti

Tipologia di risposta che sarà fornita al Master Iva MySolution


Stefano Setti

 


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STEFANO SETTI

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IVA E INDIRETTE
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Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile.

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