Iva per cassa: modalità di opzione e revoca

di Stefano Setti - 2 dicembre 2013

L’opzione (ovvero della revoca della precedente opzione manifestata) per il nuovo regime dell’Iva per cassa, va effettuata mediante le modalità stabilite dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2012 N. 165764/2012.

Ciò posto secondo quanto riportato all’interno del citato Provvedimento direttoriale, l’opzione per il nuovo regime dell’Iva per cassa si desume dal comportamento concludente del contribuente e la stessa andrà comunicata nella dichiarazione Iva (e più precisamente all’interno del quadro VO) relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione e che il contribuente presenterà nel corso di quello successivo.

Attenzione: escluso l’anno d’imposta 2012, per il quale nel nuovo regime potranno ricadere le operazioni effettuate (ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972) già a decorrere dal 1° dicembre 2012, l’opzione, a regime, avrà effetto a partire dal 1° gennaio dell’anno in cui è esercitata, oppure, in caso di inizio dell’attività in corso d’anno, dalla data di inizio dell’attività.

Attenzione: risulta opportuno evidenziare che l’opzione esercitata dal contribuente vincola lo stesso all’applicazione della nuova Iva per cassa per almeno un triennio, salvo il caso di superamento della soglia dei due milioni di euro; situazione per la quale è prevista l’uscita dal regime a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata. In ogni modo, trascorso il triennio – con il 2012 che è considerato il primo di applicazione del regime, per le opzioni esercitate dal 1° dicembre 2012 – la scelta resta valida per ciascun anno successivo, a meno di una revoca espressa, da esercitarsi con le stesse modalità previste per l’opzione.

Ovviamente, le operazioni che hanno già partecipato alle liquidazioni periodiche effettuate fino alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui viene esercitata l’opzione non rientreranno nella disciplina dell’Iva per cassa. Invece, nel caso in cui il contribuente abbia iniziato l’attività in corso d’anno l’opzione avrà effetto dall’inizio dell’attività stessa. 

Manifestazione dell’opzione

Applicazione dell’IVA per cassa

Anno 2012

Nel corso del 2012

Dal 1° dicembre 2012

In sede di dichiarazione annuale Iva per il 2012, da presentare entro il 30 settembre 2013 (in presenza di comportamenti concludenti in tal senso dal 1° dicembre 2012)

Anno 2013 e successivi

Nel corso dell’anno di riferimento

Dal 1° gennaio dell’anno di riferimento

In sede di dichiarazione annuale Iva per l’anno interessato (in presenza di comportamenti concludenti posti in essere nel corso dello stesso anno; ad esempio, nella dichiarazione Iva 2014 per il 2013, qualora l'opzione sia attivata dal 1° gennaio 2013)

Nel corso dell’anno in cui inizia l’attività

Dalla data di inizio dell’attività

Risulta opportuno ricordare che la possibilità di utilizzare il nuovo regime dell’Iva per cassa è strettamente correlata con il volume d’affari del contribuente, che non deve superare i due milioni di euro; va da sé che l’opzione può essere esercitata solo da coloro che nel corso dell’anno precedente non abbiano superato tale soglia (ovvero presumano di non superarla nel corso dell’anno), con ritorno all’applicazione delle regole ordinarie di liquidazione dell’imposta a partire dal mese successivo a quello in cui la soglia è stata superata. Al riguardo si fa presente che così come indicato all’interno della relazione illustrativa al decreto attuativo dell’11 ottobre 2012 non rientrano nell’Iva per cassa le operazioni passive per le quali le relative fatture siano ricevute a partire dal mese successivo, ‘‘ancorché l’acquisto sia stato effettuato nel periodo in cui era applicato il regime dell’Iva per cassa’’.

Tabella: volume d’affari e opzione

Volume d’affari inferiore a 2 milioni di euro nel corso dell’anno precedente

Validità dell’opzione dal 1° gennaio dell’anno successivo

Volume d’affari inferiore a 2 milioni di euro presunto in caso di inizio di attività

Validità dell’opzione dall’inizio dell’attività

Superamento della soglia di 2 milioni di euro nel corso dell’anno

Regime ordinario dal mese successivo al superamento della soglia: fatture ricevute dal mese successivo al superamento della soglia

Superamento della soglia di 2 milioni di euro, revoca dell’opzione nel corso dell’anno

Regime ordinario dal mese successivo alla revoca: fatture ricevute dal mese successivo alla revoca

Attenzione: qualora vi sia l’uscita dal regime dell’Iva per cassa per superamento della soglia ovvero per revoca dell’opzione, allo scopo di evitare la coesistenza di due regimi di liquidazione dell’imposta con riferimento alla stessa attività è previsto, allo scopo di semplificare gli adempimenti contabili dei contribuenti, che nella liquidazione relativa all’ultimo mese in cui è stata applicata l’Iva per cassa:

  • per quanto riguarda le operazioni attive venga computato a debito l’ammontare complessivo dell’Iva relativa alle operazioni i cui corrispettivi non sono stati ancora incassati;
  • per quanto riguarda le operazioni passive sia esercitato il diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti i cui corrispettivi non sono stati ancora pagati.

In tal modo, non risultano più nella contabilità del soggetto passivo operazioni ad esigibilità differita derivanti dall’applicazione del regime dell’Iva per cassa.

Il caso: sovrapposizione di due diverse modalità di liquidazione dell’Iva

Operativamente potrà capitare che nel corso del 2013 e, presumibilmente, anche per periodi successivi (in caso di clienti sottoposti a procedure concorsuali), taluni operatori si troveranno a dover gestire la vecchia e la nuova Iva per cassa. Di fatto dovrebbe trattarsi di casi piuttosto marginali e riguarderà i soggetti con volume d’affari non superiore a 200mila euro che abbiano in precedenza optato per l’Iva per cassa in relazione a talune operazioni, i quali optino per l’applicazione del nuovo sistema. Questi soggetti dovranno continuare a tenere nota delle operazioni ad esigibilità differita per le quali, non essendo stato ancora incassato il corrispettivo, non hanno provveduto al versamento della relativa imposta. Nello stesso tempo, anche i clienti che non hanno pagato i corrispettivi dovranno continuare a tenere nota delle stesse operazioni ai fini della detrazione che potrà operare solo dopo il pagamento dei corrispettivi dovuti ai propri fornitori. Infatti, mentre, nel nuovo sistema è stata prevista una disposizione che opera una chiusura di tutte le operazioni effettuate nel corso dell’applicazione dell’Iva per cassa, in caso di passaggio al regime ordinario, non esiste una analoga disposizione applicabile al precedente meccanismo dell’Iva per cassa.


Stefano Setti


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STEFANO SETTI

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IVA E INDIRETTE
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Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile.

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