Accertamento con adesione

di Stefano Setti - 23 giugno 2014

Una volta ricevuto l’avviso di accertamento (tenendo comunque presente che l’accertamento con adesione può essere attivato anche prima dell’emissione di un avviso di accertamento, dopo un controllo - accesso, ispezione, verifica - eseguito dall’ufficio o dalla Guardia di finanza), entro 60 giorni, potrà procedere a presentare all’Ufficio competente apposita richiesta di accertamento con adesione. Con tale modalità il contribuente potrà “trattare” sul prezzo. Ovviamente tale modalità viene utilizzata quando il contribuente ha per una parte “torto” e per un’altra “ragione”.

Una volta presentata l’istanza i termini di definizione dell’accertamento (60 giorni) vengono sospesi per 90 giorni. Nel caso in cui non si addivenga ad un accordo tra il contribuente e l’Ufficio, il contribuente entro i termini potrà procedere alla presentazione del ricorso presso la competente commissione tributaria.

Attenzione: la procedura di accertamento con adesione può essere attivata tanto dal contribuente quanto dall’Ufficio dell’amministrazione finanziaria nella cui circoscrizione territoriale il contribuente ha il domicilio fiscale. L’accertamento con adesione torna applicabile per le principali imposte dirette (Irpef e relative addizionali, Ires, Irap, imposte sostitutive delle imposte sui redditi) e per le imposte indirette (IVA, imposta sulle successioni e donazioni, imposta di registro, imposte ipocatastali). Si tenga presente che l’accertamento con adesione torna applicabile anche ai tributi locali (ad es. IMU) sempre che il Comune che ha emesso l’avviso di accertamento abbia previsto tale facoltà in apposito regolamento comunale.

 

Iniziativa d’ufficio

Richiesta del contribuente

L’ufficio può invitare il contribuente a tentare una forma di definizione concordata del rapporto tributario prima ancora di procedere alla notifica di un avviso di accertamento. A tal fine, invia al contribuente un invito a comparire in cui sono indicati:

  • i periodi d’imposta suscettibili di accertamento;
  • il giorno e il luogo dell’appuntamento;
  • gli elementi rilevanti ai fini dell’accertamento (le maggiori imposte, le sanzioni e gli interessi dovuti per la definizione agevolata, i motivi che hanno dato luogo alla determinazione delle maggiori somme dovute).

Se il contribuente non aderisce all’invito a comparire, non potrà in seguito ricorrere a tale istituto per gli stessi elementi e per i periodi d’imposta indicati nell’invito.

Il contribuente, nei cui confronti sono stati effettuati accessi, ispezioni o verifiche ovvero è stato emesso avviso di accertamento, può avviare la procedura, presentando una domanda in carta libera in cui chiede all’ufficio di formulargli una proposta di accertamento per un’eventuale definizione.

La domanda può essere presentata all’ufficio competente:

  • prima della notifica dell’eventuale atto di accertamento;
  • dopo la notifica di un atto di accertamento non preceduto da invito a comparire, ma solo fino al momento in cui non scadono i termini per proporre l’eventuale ricorso (60 giorni dalla notifica dell’atto).

La domanda di adesione, corredata di tutte le informazioni anagrafiche e di ogni possibile recapito anche telefonico, deve essere presentata, prima dell’impugnazione dell’avviso di accertamento innanzi alla Commissione tributaria provinciale, all’ufficio che lo ha emesso mediante consegna diretta o a mezzo posta.

Nel caso di invio dell’istanza per posta ordinaria, vale la data di arrivo all’ufficio; vale invece la data di spedizione, se la domanda è inviata mediante plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. Entro 15 giorni dal ricevimento della domanda, l’ufficio formula al contribuente, anche telefonicamente o telematicamente, l’invito a comparire.


Attenzione
: con l’accertamento con adesione le sanzioni sono ridotte ad 1/3.

Attenzione: nel caso in cui tra il contribuente e l’Ufficio che ha emesso l’avviso di accertamento si raggiunga un accordo, tale accordo si perfezionerà con la redazione, in duplice copia, di un atto contenente le seguenti indicazioni:

  • gli elementi e le motivazioni dell’adesione;
  • le imposte, sanzioni e interessi dovuti a seguito della definizione;
  • le altre somme eventualmente dovute.

Quindi, stabiliti i termini dell’accordo, l’intera procedura si perfeziona soltanto con il pagamento, da parte del contribuente, delle somme risultanti dall’accordo stesso. Solo in tal modo si può ritenere definito il rapporto tributario.


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STEFANO SETTI

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IVA E INDIRETTE
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Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile.

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