Società di comodo: profili Iva

di Stefano Setti - 1 luglio 2013

Le società di comodo ai fini Iva non coincidono necessariamente con quelle omonime previste ai fini delle imposte sui redditi. Sono considerate non commerciali alcune attività svolte da società commerciali ai fini elusivi (art. 4, comma 5 del D.P.R. n. 633/1972), in quanto non rivolte al mercato, ma tipicamente finalizzate a consentire un mero godimento dei beni e servizi da parte dei loro diretti e indiretti titolari. Tali società sono, pertanto, considerate di comodo e, limitatamente allo svolgimento delle attività sotto riportate, perdono la soggettività passiva ai fini Iva.

La norma si applica non solo alle società che svolgono esclusivamente attività di mero godimento, ma anche alle società operative che svolgono anche marginalmente le predette attività.

In entrambi i casi le società di comodo mantengono una loro soggettività giuridica civilista e anche fiscale (per le imposte diverse dall’Iva e, se svolgono altre attività commerciali, per l’Iva stessa).

Attività considerate di comodo (quindi non commerciali)

a)      Possesso e gestione da parte di società dei beni sotto indicati, qualora la partecipazione alle società stesse consenta, gratuitamente o verso un corrispettivo inferiore al valore normale, il godimento personale da parte dei soci (o dei loro familiari). Ai fini in esame rileva anche il caso in cui il godimento sia conseguito indirettamente dai soci, anche attraverso la partecipazione ad associazioni, enti o altre organizzazioni

Beni interessati

  • Abitazioni classificate o classificabili nella categoria catastale A (esclusa la A10) e le loro pertinenze;
  • Unità da diporto e complessi destinati al loro ormeggio, ricovero e servizio;
  • Mezzi di trasporto (es. autovetture) a uso privato e aeromobili da turismo;
  • Complessi sportivi o ricreativi

b)      b) possesso, in modo non strumentale né accessorio ad altre attività esercitate, di partecipazioni o quote sociali, obbligazioni o titoli similari, costituenti immobilizzazioni, al fine di percepire i relativi frutti (es. dividendi) senza strutture dirette ad esercitare attività finanziaria, ovvero attività di indirizzo, di coordinamento o altri interventi nella gestione delle società partecipate.

Aspetti Iva: conseguenze

Alle società di comodo si applicano le seguenti disposizioni Iva:

  • i beni precedentemente elencati si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa e quindi determinano un’ipotesi di autoconsumo, con la conseguenza che devono essere autofatturati in base al loro valore normale. L’autofatturazione dei beni non necessariamente è soggetta ad Iva in quanto può riguardare beni esenti da Iva;
  • non è possibile detrarre l’Iva sugli acquisti effettuati in relazione alle attività considerate non commerciali;
  • gli eventuali corrispettivi per le prestazioni di godimento sono esclusi da Iva.

Le società e gli enti che svolgono esclusivamente tali attività, divengono estranee al campo di applicazione dell’Iva, conseguentemente devono provvedere a presentare la dichiarazione di cessazione dell’attività.

 

Dichiarazione Iva 2013: rigo VA15 (società non operative)

Tale rigo è riservato alle società non operative ai sensi dell’art. 30, L. 23.12.1994, per meglio dire quelle società che non superano il test di operatività.

In tale rigo dovrà essere indicato il codice corrispondente alle seguenti situazioni:

  • “1” società non operativa per l’anno oggetto della dichiarazione (2012);
  • “2” società non operativa per l’anno oggetto della dichiarazione e per quello precedente (2012 e 2011);
  • “3” società non operativa per l’anno oggetto della dichiarazione e per i due precedenti (2012, 2011 e 2010);
  • “4” società non operativa per l’anno oggetto della dichiarazione e per i due precedenti (2012, 2011 e 2010) e che non ha effettuato nel triennio operazioni rilevanti ai fini Iva almeno pari all’importo che risulta dall’applicazione delle percentuali di cui all’art. 30, comma 1, L. n. 724/1994.

Nei primi tre casi il credito Iva emergente dalla dichiarazione annuale non potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24; in tali casi, non essendo ammesso neppure il rimborso, l’unica possibilità è quella del riporto del credito nel periodo d’imposta successivo.

Nella quarta ipotesi è prevista la perdita definitiva del credito Iva annuale; si tratta dei soggetti che nel triennio 2010-2012 sono stati non operativi e che non hanno effettuato cessioni di beni, ovvero prestazioni di servizi per un ammontare almeno pari a quello dei ricavi presunti determinati sulla base del test di operatività.

Il D.L. n. 138/2011 ha previsto in relazione alle società di comodo ulteriori casi che determinano la non operatività di una società, ovvero:

  • società in perdita fiscale per tre periodi d’imposta;
  • società in perdita fiscale per due periodi d’imposta e che in un terzo periodo abbia dichiarato un reddito inferiore all’ammontare minimo fissato dall’art. 30, comma 3, L. n. 724/1994.

Stefano Setti


1 Commenti :

Inviato da Antonio Strefanelli il 28 agosto 2017 alle 10:22

buon giorno voglio sapere una società per comodo unico personale e credito iva può detrar iva di vendita dei beni della società. distinti saluti

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STEFANO SETTI

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IVA E INDIRETTE
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Dottore commercialista in Milano, ha svolto attività di consulenza fiscale in materia di imposte indirette per studi di primaria importanza, sia nazionali che internazionali. Attualmente svolge funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria per svariate società, nonché per professionisti che operano nel settore edile.

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