Windows XP è (quasi) morto, viva (poco) XP!

di a cura di Carlo Piana - 7 aprile 2014

Sono questi i giorni in cui molti (tra aziende e privati cittadini) saranno costretti a salutare Windows XP, versione del sistema operativo che Microsoft ha deciso di non supportare più, aprendo così la strada a varie ipotesi nonché a diffusi allarmismi.

Che un prodotto software non sia più supportato è normale: tutto il software ha un ciclo esistenziale che si può assimilare a quello di un essere vivente: un’infanzia dove a fatica si cammina, un’adolescenza in cui si è vigorosi, ma ancora con molti difetti, un’età adulta in cui si è al top della forma, un’età matura in cui appaiono i primi acciacchi, a cui si pone sempre più difficilmente rimedio, l’età della pensione. Per il software esiste anche l’età dell’abbandono alla morte, pratica fortunatamente non più in voga per il genere umano. Windows XP attraversa questa fase, con tutti i problemi per chi contava ancora sulla “pensione” del vecchio sistema operativo.

I problemi più enfatizzati sono quelli relativi alla sicurezza; sì perché, nel caso di un sistema operativo proprietario di cui non si conosce pienamente il codice sorgente, il primo effetto collaterale della mancanza di ulteriori aggiornamenti da parte della casa madre è proprio quello dell’esposizione a nuove vulnerabilità, anche se è difficile, ma non impossibile, che non siano già state scoperte. Se solo un soggetto conosce di preciso com'è strutturato, esso solo è in grado di fornire i corretti “aggiustamenti”, e non è detto che abbia interesse a correggere le vulnerabilità non appena le scopre.

Se si pensa che, secondo alcune stime, gli sportelli Bancomat di tutto il mondo sarebbero per il 95% ancora basati su XP, viene un po' di agitazione a pensare ai nostri soldi prelevati abusivamente da qualche furbetto tecnologico.  

Un bel problema ma che rischia di rivelarsi un falso allarme come fu un tempo il “millennium bug”. I più attenti hanno segnalato che sono a disposizione modi di continuare, per un certo tempo, a usare XP senza correre i rischi inerenti all’abbandono.

Il problema è un altro e più a monte, e va sotto il nome di lock-in tecnologico. Il fatto che un sistema operativo lanciato ben 13 anni fa detenga ancora certi primati deve forse farci riflettere sulla mancanza di elasticità e di effettiva concorrenza nel mercato dei sistemi operativi. E il fatto che l’eutanasia di una versione di Windows sia in grado di generare tanta agitazione deve invece farci riflettere sulla nostra effettiva capacità di essere autonomi e liberi di scegliere rispetto alle tecnologie che ci vengono proposte dal mercato. Purtroppo le strategie di marketing si stanno evolvendo nella direzione opposta: quella per cui tutto ci viene venduto a pacchetto completo, il quale spesso contiene software per noi inutile, quando non siamo addirittura indotti a sostituire hardware ancora funzionante perché non supportato dal nuovo software.

Voglio però essere ottimista e vedere in questo abbandono di XP un'occasione unica per molti per sperimentare strade mai prese in considerazione prima, che finalmente ci consentano un utilizzo del computer più consapevole e soprattutto una maggior possibilità di scelta.

In queste settimane il sottobosco di enti e volontari dediti in Italia alla promozione del software libero hanno realizzato utili iniziative mirate ad informare e sensibilizzare gli utenti; la più interessante è quella chiamata efficacemente Xpocalypse e promossa dai Linux User Group italiani, capitanati da quello dell'Alto Vicentino (AVi LUG). Addirittura alcune amministrazioni (come il Comune di Monaco di Baviera) si sono attivate per distribuire CD o chiavette con preinstallate versioni di Ubuntu (una versione del sistema operativo libero GNU/Linux).

Alle banche lasciamo pure pagare licenze integrative a Microsoft per poter proseguire nell'utilizzo di XP ancora per qualche anno; ma sui nostri personal computer, anche se ci sembrano vecchi e acciaccati, proviamo ad installare una distribuzione GNU/Linux. È più facile di quello che normalmente si pensa, e comunque sono moltissime le associazioni non-profit disponibili a darci una mano per la migrazione.


Simone Aliprandi

@simonealiprandi

 
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1 Commenti :

Inviato da Prof. Massimo Sconvolto il 7 aprile 2014 alle 14:17

Per chi avesse bisogno di aiuto c'è l'ottimo forum dell'Istituto Majorana di Gela http://www.istitutomajorana.it/forum/ pieno di persone competenti e disponibili.

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A CURA DI CARLO PIANA

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DIRITTO NUOVE TECNOLOGIE
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Rubrica in collaborazione con Simone Aliprandi e Alberto Pianon di Array Avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie, si occupa di tutela del software, informatica nei servizi pubblici, antitrust, marchi e nomi a dominio e molto altro.

Noto per l'impegno per il software libero e le libertà digitali, è editor della International Free and Open Source Software Law Review. Nel 2008 ha fondato Array, network di legali specializzati in ICT law - http://arraylaw.eu

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