Tra memoria e oblio: legge o diritto?

di Morena Ragone - 21 novembre 2014 - Google +

In un mondo che facilmente tende a dimenticare, lasciando dietro di sé pezzi del proprio passato, pensare di scrivere una legge sulla memoria sembra qualcosa di totalmente anacronistico.

Eppure, lo schema di disegno di legge regionale pugliese su “Legalità, Memoria e Impegno” è qualcosa di più di una proposta di legge: un testo dal forte significato simbolico, che si rivolge alla società civile affinché, tramite il ricordo di ciò che è stato, possa aiutare la società che muta a non dimenticare.

Solo sapendo da dove veniamo, sappiamo dove andiamo”: sembrano ispirarsi a tale assunto le parole di un articolo 1 che “in armonia con la Costituzione della Repubblica Italiana, nel pieno rispetto delle competenze dello Stato e in conformità con l’ordinamento comunitario” prevede che la Regione concorra “alla crescita della coscienza democratica attraverso un sistema integrato di interventi per la diffusione della cultura della legalità e della pace con particolare riferimento alle giovani generazioni, per la promozione dell’impegno contro ogni forma di criminalità e per il contrasto ad ogni fenomeno di infiltrazione del crimine organizzato nel tessuto sociale ed economico regionale”.

Il testo arriva in un momento di estrema difficoltà per il Paese e per la Regione, con il riacutizzarsi di problematiche mai completamente sopite – si pensi alla criminalità nel foggiano, o nel brindisino, con le connesse notizie di cronaca degli ultimi tempi. Il contesto di crisi economica e il mutamento nella tipologia delle attività redditizie – con la riorganizzazione delle attività criminali – fa oggi della memoria uno strumento privilegiato nelle mani della società civile e giovanile, chiamata a costruire i suoi stessi anticorpi e a contrastare il radicarsi dei fenomeni criminali nell'humus della società.

Pubblicata sul sito di “Libera il Bene” – l'iniziativa della Regione Puglia per il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata – lo scorso 17 novembre, la bozza si compone di 16 articoli che disciplinano l’intervento della Regione Puglia in 5 ambiti tematici:

  1. interventi per l’educazione, la formazione e la ricerca in materia di legalità;
  2. interventi di sostegno alla cittadinanza attiva e di promozione della legalità presso le imprese;
  3. interventi per la promozione di politiche locali per la legalità e il contrasto al crimine organizzato;
  4. interventi per la valorizzazione di beni immobili e aziende confiscati alla criminalità organizzata;
  5. interventi per il sostegno alle vittime di mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo e del dovere.

Tra le principali novità, il rating di legalità per le imprese, introdotto dalla delibera AGCM del 14 novembre 2012, n. 24075, a cui la legge affianca un analogo rating di legalità per gli enti locali; la premialità nell’accesso ai finanziamenti pubblici per incentivare le imprese a operare nel rispetto dei principi di legalità e per valorizzare le migliori iniziative attuate dagli Enti Locali; ma, anche, l’istituzione di un fondo regionale per la valorizzazione dei beni e delle aziende confiscate alle organizzazioni criminali.

Il testo è online per raccogliere osservazioni e suggerimenti; sarà poi presentato alla Giunta Regionale e inizierà l’iter formale per l’approvazione in Consiglio Regionale entro la fine della legislatura.

Sì, forse questa scelta apparirà anacronistica, in un mondo che sceglie la strada del diritto all'oblio, della rimozione “selettiva” per “cancellare” tracce specifiche della propria storia – affidando, tra l’altro, tale ruolo a un soggetto privato, chiamato a un giudizio sul contemperamento di contrapposti interessi – dimenticando che la memoria è spesso ciò che salva persone e intere società dal ripetere gli stessi errori.

Come le immagini della storia recente continuano a raccontare, a ogni triste anniversario, al di là di qualsiasi revisionismo storico.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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