“Our world, our dignity, our future”

di Morena Ragone - 19 gennaio 2015 - Google +

Il 2015 è l’anno dello Sviluppo: così hanno deciso Parlamento europeo e Consiglio lo scorso 16 aprile, ed è così che, all’insegna del motto “il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro” il 9 Gennaio 2015 si sono aperti i lavori dell’Anno, con una cerimonia presso la Biblioteca Nazionale di Riga (Lettonia), alla presenza del primo ministro lettone Laimdota Straujuma – attuale Presidente del Consiglio dell'Unione Europea – e, tra gli altri, del Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker e del Presidente della Commissione delle Regioni Michel Lebrun.

Estremamente complesso parlare di sviluppo, soprattutto in un momento così delicato per l’economia europea: vuol dire parlare di riduzione della povertà, di tutela ambientale, di diritti – soprattutto di diritti dei soggetti “svantaggiati” – di sostenibilità economica; vuol dire porre l’Unione Europea al centro della vita economica e sociale dei suoi cittadini; vuol dire, ancor più, infondere in questi stessi cittadini la consapevolezza dell’importanza della condivisione, della partecipazione, della cooperazione tra i Paesi membri.

Per questo, durante questi 12 mesi, sarà compito della Commissione informare – e coinvolgere – i cittadini europei sul tema della cooperazione allo sviluppo dell'UE e degli Stati membri, promuovendo la loro partecipazione diretta e aumentandone la consapevolezza.

Parte, quindi, in questi giorni una vera e propria “campagna di sensibilizzazione e informazione”, che consentirà ai singoli Paesi, direttamente o in compartecipazione – ma anche dietro finanziamento diretto da parte dell’Unione – di coinvolgere tutti gli attori sociali nella realizzazione di azioni dirette a tale scopo.

Tra le misure poste in essere direttamente dall’Unione, specifiche campagne di informazione e di promozione, con produzione e diffusione di materiale informativo, anche video, manifestazioni di sensibilizzazione e scambio di buone prassi, promozione e diffusione di informazioni di progetti e iniziative comunitarie, contest specifici.

Tra le azioni cofinanziate – per un massimo dell’80% dei costi definitivi ammissibili, sotto forma di appalti o sovvenzioni – invece, troveranno posto gli eventi organizzati dai Paesi che avranno la Presidenza Ue nel 2015 (Lettonia e Lussemburgo), nonché i progetti presentati – e accolti – da ogni singolo Paese entro settembre 2014, aventi a oggetto campagne di comunicazioneanche attraverso i social media” – precisazione che suona vagamente anacronistica da parte del Parlamento – conferenze, eventi e iniziative con tutte le parti interessate, misure concrete di promozione, studi e indagini.

Che lo sviluppo sia la chiave del rilancio dell’economia del continente, credo che nessuno, soprattutto in questo complesso periodo di rinnovata austerity, possa dubitarne.

La speranza – e l’invito, concreto, a tutti i soggetti “beneficiari” degli interventi comunitari – è che non si tratti solo di “comunicazione e promozione”, ma che dietro ci sia un vero piano industriale per il rilancio dell’economia e per lo sviluppo dell’Europa intera.

Economico e non solo.

Ne abbiamo assolutamente bisogno.

Ora.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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