Con la mia musica no! Divagazioni su politica e diritti d’autore

di Morena Ragone - 13 febbraio 2015 - Google +

Deve essere proprio difficile il rapporto tra politica e musica, o, meglio, tra politica e diritti di chi la musica la fa per professione.

Tanto difficile che si continua a sbagliare, per superficialità, ignoranza, o… peggio.

Ne sa qualcosa il musicista Ludovico Einaudi – la cui Divenireè diventata, senza alcun accordo commerciale, la colonna sonora del video del Movimento Cinque Stelle realizzato a sostegno della campagna #fuoridelleuro – con i grillini al bis, dopo i problemi di pochi mesi fa per l’uso, sempre non autorizzato, di un brano della colonna sonora del film “Ovosodo” di Paolo Virzì.

Video che, già criticatissimo in rete, rischia di portare i suoi autori davanti alle sezioni specializzate in proprietà intellettuale per l’evidente lesione del diritto d’autore.

Stessa cosa accaduta, pochi giorni fa, a Nino D’Angelo, autore di “Jamme Ja”, usata del neo leader della Lega Matteo Salvini come sottofondo dei nuovi spot del suo movimento pro-sud “Noi con Salvini”.

Casi di estrema gravità rispetto a un normale uso non autorizzato, dal momento che l’opera è stata utilizzata per finalità politiche, accostando l’autore della musica a un movimento da cui – ipotizziamo – possa non sentirsi rappresentato.

Operazione, probabilmente, di strategia politica – “quale interprete migliore di Nino D’Angelo per accattivarsi la gente del sud?” devono aver pensato le menti dietro Salvini - realizzate senza previo accordo con il titolare dei diritti.

Ovviamente, non siamo solo noi italiani a incorrere in queste gaffe: alle Presidenziali del 2008 John McCain utilizzò senza concenso “Running on Empty” del cantante Jackson Browne; nel 2010 il Governatore della Florida Charlie Crist è incorso nelle ire – e nella miliardaria richiesta di risarcimento – di David Byrne, per aver utilizzato – senza accordo – la splendida “Road to nowhere” in uno spot elettorale.

Solo per citarne alcune, perché la storia politica ne è costellata, come è costellata di clamorosi rifiuti alle richieste di utilizzo per finalità politiche, dai R.E.M. indietro.

Che dire, oltre al fatto che – a loro discolpa? – i politici dimostrano di avere un certo qual gusto musicale?

Eppure è facile(?)! I diritti d’autore, nel caso di un brano musicale, spettano – in estrema sintesi – al suo autore e al suo editore – chi ha pubblicato il brano in questione – i diritti connessi ai suoi interpreti ed esecutori e al produttore del fonogramma.

Difficile dal torto ai due artisti nostrani: sono e resto una sostenitrice delle Creative Commons, ma ancor più lo sono del diritto di ciascuno di decidere che uso fare delle proprie creazioni – totale libertà nella scelta di riservare tutti i diritti o di licenziarne taluni – senza che qualcun’altro se ne appropri col rischio di realizzare, oltretutto, accostamenti sgraditi perché, per esempio e come in questo caso, espressioni di una precisa ideologia politica.

Lezione dura e difficile, sembrerebbe, dal momento che lo stesso ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – ossia il ministro di quel Ministero che dovrebbe essere deputato proprio alla tutela delle opere di cui stiamo parlando – nell’operazione commerciale collegata al portale “Verybello” ha pubblicato sul sito immagini e video dei quali non deteneva i diritti, reputandole “di pubblico dominio salvo diversa indicazione espressa”, e ritenendo lecito l’uso al momento che “provengono in gran parte da Internet o comunque da fonte liberamente accessibile” – e si, nonostante le segnalazioni, sul sito la dicitura è ancora questa.

Evidentemente, devono aver pensato la medesima cosa gli esponenti dei due movimenti politici interessati.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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