Un "tweet" può essere considerato un atto amministrativo?

di Morena Ragone - 11 marzo 2015 - Google +

Qualche settimana fa una interessante sentenza ha fatto discutere i professionisti del diritto della rete, e non solo loro: il Consiglio di Stato, infatti, nel decidere su un caso avente a oggetto la “sospensione dei lavori di esecuzione del progetto di riqualificazione” di una piazza e la “valutazione dell’interesse culturale del filare alberato”, si è trovato a pronunciarsi in via incidentale sul significato, a livello amministrativo, di un singolo tweet.

Nella sentenza n. 769 del 12 febbraio 2015, in sostanza, il Collegio si è chiesto se una manifestazione di volontà, espressa via tweet, possa parificarsi a un atto amministrativo.

Partiamo da un concetto: un atto amministrativo è un atto giuridico posto in essere da un'autorità amministrativa nell'esercizio delle proprie funzioni, retto da norme precise e inderogabili.

Tra i principi giuridici previsti dal nostro ordinamento, vi è quello cosiddetto di “tipicità dell’atto”: l’atto amministrativo può esistere – e quindi acquisire efficacia – solo se è tra quelli previsti e tipizzati dall’ordinamento, nella forma, nella sostanza, nelle finalità.

L’atto amministrativo, per esempio, deve – tra le altre cose – essere composto di alcune parti obbligatorie:

  • l’intestazione – l’indicazione dell’autorità che adotta l’atto;
  • il preambolo – la parte relativa alle premesse, ossia i riferimenti legislativi, normativi e i precedenti amministrativi di riferimento;
  • la motivazione – esplicita i motivi di adozione di quel particolare provvedimento;
  • il dispositivo – la parte del “determinato” o “deliberato”, in cui l’amministrazione pone le concrete disposizioni ad applicarsi;
  • il luogo, la data e la sottoscrizione.

Dalla violazione di questa e altre norme di pari rango consegue quella che si definisce come “patologia dell’atto amministrativo”, ossia un atto che può essere nullo, annullabile o addirittura inesistente.

Ora, di fronte a principi di tale natura cosa può fare un tweet?

Molto poco, a detta dello stesso Consiglio, il quale precisa oltretutto, “solo per scrupolo di completezza”, che “gli atti dell’autorità politica, limitati all’indirizzo, controllo e nomina ai sensi del decreto legislativo n. 165 del 2001, debbono pur sempre concretarsi nella dovuta forma tipica dell’attività della pubblica amministrazione (Cons. Stato, V, 24 settembre 2003, n. 5444, Cassazione civile, sezione II, 30 maggio 2002, n. 7913; III, 12 febbraio 2002, n. 1970), anche, e a maggior ragione, nell’attuale epoca di comunicazioni di massa, messaggi, cinguettii, seguiti ed altro, dovuti alle nuove tecnologie e alle nuove e dilaganti modalità di comunicare l’attività politica”.

Nessun atto amministrativo, quindi, e di conseguenza nessun legittimo affidamento da parte di chi ha provato a far valere, nei confronti del Ministro e quindi del Ministero, una qualche responsabilità da “incauto tweet”.

Molti si sono chiesti come mai il Collegio non abbia anche direttamente pronunciato sul vizio di eccesso di potere; ma nessuno, se non erro, ha evidenziato come, nella circostanza, non possa neanche parlarsi di accesso di potere, in assenza di un atto che possa qualificarsi come atto amministrativo.

Sentenza, comunque, a suo modo importante – per quanto sul punto piuttosto scontata – sicuramente la prima di tante che ci aspettano, in un futuro sempre più densamente popolato di tweet e like, tra i quali la politica e la stessa pubblica amministrazione cercano – a volte maldestramente – di destreggiarsi.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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