Fondi comunitari e professionisti? Ora si può!

di Morena Ragone - 27 febbraio 2015 - Google +

Come i liberi professionisti sanno, l’accesso ai fondi comunitari è sempre stato poco più che un miraggio: una interpretazione molto restrittiva del concetto di “impresa” dato dal nostro Paese non aveva reso finora applicabile – nella maggior parte dei casi – il disposto comunitario.

Eppure, già nel 1996, quando fu adottata dalla Commissione la Raccomandazione 96/280/CE che stabiliva una prima definizione comune di Pmi – aggiornata poi con la Raccomandazione 2003/361/CE il 6 maggio 2003 – i professionisti erano ricompresi nel concetto di impresa.

La definizione non è obbligatoria – non lo era neanche nel ‘96 - ma l’espresso invito della Commissione è sempre stato favorevole a una interpretazione più estensiva possibile.

Cosa prevede la definizione?

Secondo l’art. 1 della Raccomandazione del 2003si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica”.

Una definizione ampia, basata sul concetto di attività economica, e idonea a ricomprendere i liberi professionisti – come esercenti attività economiche - nel novero delle imprese.

In realtà, una totale equiparazione – non solo giuridica – si è avuta solo nel 2014 quando con il Piano di Azione “Entrepreneurship 2020” la Commissione Europea ha riconosciuto, all’interno delle politiche europee, la possibilità di accesso dei professionisti iscritti agli ordini professionali ai fondi dalla programmazione 2014-2020.

L’Europa, quindi, inizia concretamente a scommettere anche sui professionisti per il rilancio della stagnante economia continentale: l’idea è quella di consentire ai lavoratori autonomi e ai professionisti – commercialisti, avvocati, architetti, ingegneri, geometri, geologi, giornalisti – di sfruttare da subito, per esempio, fondi come Horizon 2020.

Il piano di azione si compone di alcune direttrici fondamentali: solo per fare degli esempi, si pensi all’accesso al credito – settore di cui mi occupo e che ritengo fondamentale per sostenere la capacità di investimento delle imprese – che accompagnerà l’accesso ai fondi nazionali e regionali e a specifici accordi con le Regioni, chiamate a strutturare bandi che considerino il contrasto specifico delle libere professioni e le loro esigenze; si pensi all’internazionalizzazione, con l’accesso ai mercati esteri; si pensi, ancora, alla semplificazione di leggi, burocrazia e oneri, anche al fine di uniformare la normativa dei diversi Paesi membri dell’Unione.

Da non dimenticare, la componente formativa – come sappiamo essenziale in tutte le strategie comunitarie – con la formazione all’imprenditorialità necessaria a consentire al professionista la conoscenza e l’accesso.

L’accesso ai fondi sarà incentivato anche dalla collaborazione con gli Ordini, con le associazioni di categoria, e con il sistema dei confidi – questi ultimi, in particolare, nel delicato ruolo di intermediari nella gestione dei fondi europei.

Un’occasione importante che non si può perdere, non solo a livello economico: quella di diventare professionisti nuovi e formati a una realtà non più solo nazionale.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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