Pon imprese e competitività: nuove opportunità per le Pmi

di Morena Ragone - 27 luglio 2015 - Google +

Si entra finalmente nel vivo del nuovo settennio di programmazione comunitaria 2014-2020 con l’approvazione da parte della Commissione Europea, lo scorso 23 giugno, del Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività.

Per consentire ai lettori una migliore comprensione delle opportunità concrete che si offriranno alle imprese, si è scelto di schematizzare per punti.

Prima, però, è importante soffermarsi sull’obiettivo generale: la volontà della Commissione è quella di “riavviare una dinamica di convergenza Sud/Centro-Nord che possa sostenere un duraturo processo di sviluppo dell'intero Sistema Paese attraverso interventi per la salvaguardia del tessuto produttivo esistente e per la riqualificazione dei modelli di specializzazione produttiva”. In ulteriore sintesi: cercare di salvare le imprese esistenti aggiornando le metodologie produttive ai nuovi modelli.

La Commissione fa espresso riferimento alla “dinamica di convergenza Sud/CentroNord”, bruscamente interrotta dalla prolungata fase recessiva degli ultimi 6 anni. E cita, a riguardo, una serie di statistiche che dimostrano come la famigerata forbice tra nord e sud sia molto cresciuta negli ultimi anni, “determinando una spirale di arretramento economico e produttivo in cui le difficoltà registrate a livello nazionale risultano acuite”.

Come evidenziato dalla Commissione, “il sistema produttivo del Mezzogiorno attraversa una fase di crisi che, oltre a non essere territorialmente delimitata, non ha carattere meramente congiunturale, ma abbraccia aspetti strutturali”:

  • prevalenza della piccola dimensione e frammentazione del sistema manifatturiero meridionale;
  • sbilanciamento del modello di specializzazione produttiva verso settori industriali a minore contenuto tecnologico;
  • basso grado di internazionalizzazione delle imprese meridionali;
  • Limitatezza della quota di imprese esportatrici in grado di compensare la debolezza della domanda interna con una crescita dell’export;
  • scarsa attrattività internazionale, misurabile in termini di presenza di imprese multinazionali e di flussi di investimenti diretti esteri (Ide) in entrata;
  • rischio di fuoriuscita di grandi aziende da comparti strategici, che presentano una concentrazione degli stabilimenti nel Sud;
  • basso livello di produttività e di capacità innovativa;
  • basso grado di copertura e penetrazione della banda ultralarga (≥30 Mbps).

I dati della Digital Agenda Scoreboard sono allarmanti: l'Italia è in ritardo rispetto agli altri paesi europei per quanto riguarda la connettività (21% della popolazione, peggiore copertura dell’Ue) e penetrazione della banda larga (2,2% della popolazione). Lo stesso Mezzogiorno presenta una situazione fortemente disomogenea, che va dai valori pressoché nulli di Basilicata, Molise e Sardegna, a quelli superiori alla media di Puglia (7,55%) e Sicilia (10,39%). Sulle Nga – le reti di accesso nuova generazione – nei piani degli operatori il Mezzogiorno è a prevalenti aree cosiddette “bianche”, cioè aree a fallimento di mercato per le quali è necessario l’intervento pubblico per garantire la copertura del servizio.

Il Programma prevede 4 assi di intervento:

  1. innovazione;
  2. banda ultralarga e crescita digitale;
  3. competitività Pmi;
  4. efficienza energetica.

Le scelta degli assi attesta, ancora una volta, quali siano le vere priorità della strategia europea:

  1. portare il Pil R&S dall’1,26% attuale all’1,56% entro il 2020, riequilibrando la spesa a favore del Mezzogiorno – che attualmente spende solo poco più del 16% delle risorse complessive;
  2. l’asse II, in coerenza con la Strategia italiana per la banda ultralarga, è finalizzato a contribuire alla realizzazione dell’obiettivo 3 dell'Agenda Digitale Europea di raggiungere entro il 2020 il 50% della popolazione europea per capacità ad almeno 100 Mbps. La strategia quantifica in circa 6.2 miliardi di euro fino al 2020 il fabbisogno finanziario complessivo (suddiviso per anno e per cluster) per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, che dovranno far lavorare in sinergia Pon e Por per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Quattro anche gli obiettivi tematici:

  • OT 1 – rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;
  • OT 2 – migliorare l'accesso e l'utilizzo del Ict, nonché l'impiego e la qualità delle medesime;
  • OT 3 – promuovere la competitività delle piccole e medie imprese;
  • OT 4 – sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

I Fondi a disposizione sono ingenti: la dotazione complessiva, pari a 2.419 milioni di euro – di cui 1.776 milioni sul Fesr e 643 milioni quale quota di cofinanziamento nazionale – è frutto del percorso di confronto partenariale che ha portato alla definizione dell’accordo di partenariato, ed è funzione della numerosità e rilevanza dei risultati attesi da perseguire e delle azioni da intraprendere.

 

A CHI SI RIVOLGE

I fondi sono destinati alle 8 regioni del Mezzogiorno – Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna – quindi sia alle “convergenza” che alle “competitività”.

 

PERIODO DI AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE

Dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2023, quindi oltre il 2020.

 

AUTORITÀ DI GESTIONE

Nell’attuale periodo di programmazione, gli interventi sono sotto la responsabilità del Mise.

Solo uno dei programmi nazionali, ma certo tra i più attesi: vedremo, ora, quali strumenti concreti verranno attivati sugli assi e obiettivi specifici.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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