Se la privacy (ri)scopre l’acqua calda

di Morena Ragone - 2 ottobre 2015 - Google +

Che la privacy sia un terreno spinoso, è ormai noto ai più; che sulla stessa si continui a (ri)scoprire l’acqua calda, è un dato che solo oggi appare in tutta la sua preponderante dimensione.

È quanto mi ritrovo a commentare, ancora una volta, su una recente newsletter del Garante Privacy, nella quale leggo che “i Comuni non possono pubblicare sul proprio sito i nomi di coloro che non pagano i tributi”, i dati dei cosiddetti morosi, in quanto “la legislazione statale non prevede tale obbligo... omissis”.

“E ci mancherebbe altro!” mi dico.

Eppure, per quanto sembra che sovente il mondo si trovi spiazzato, le regole auree sono poche e - mi sia consentito - anche sufficientemente chiare: tra esse, infatti, l’art. 19, comma 3 prevede che “La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento”. Un’applicazione del principio di legalità che, in tema di privacy, diviene particolarmente rigorosa, visti gli interessi da tutelare. Oltretutto, l’introduzione di una sanzione accessoria - quale si configurerebbe la pubblicazione online - rientra nella competenza esclusiva del legislatore statale, e in tale ambito deve essere prevista.

La particolarità della pronuncia, ad ogni modo, sta nell’aver sottolineato che l’obbligo suddetto “non può comunque essere introdotto con un Regolamento dell'ente locale”, specificando e precisando, pertanto, l’ambito applicativo del regolamento indicato dall’articolo del Codice.

Né, come ulteriormente precisa la pronuncia, la pubblicazione può considerarsi giustificata in virtù della normativa sulla trasparenza, dal momento che ai sensi dell’art. 4, comma 3 del D.Lgs. n. 33/2013 - che si occupa proprio del difficile rapporto tra privacy e trasparenza - “le pubbliche amministrazioni possono disporre la  pubblicazione nel proprio sito istituzionale di dati, informazioni e documenti che non hanno l'obbligo di pubblicare ai sensi del presente decreto o sulla base di specifica previsione di legge o regolamento, fermi restando i limiti e le condizioni espressamente previsti da disposizioni di  legge, procedendo alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti”.

L'iniziativa del Comune, per di più - prosegue il Garante - “produce un trattamento di dati non conforme ai principi del Codice privacy (necessità, pertinenza e non eccedenza nel trattamento) perché le finalità indicate dall'ente locale di stimolare il senso civico dei cittadini, sollecitandoli al pagamento del dovuto o dissuadere gli evasori, possono essere soddisfatte con le misure già in vigore (procedimento di riscossione coattiva dei tributi, pagamento degli interessi di mora, applicazione delle sanzioni amministrative previste)”.

In questo ambito, “la diffusione online dei morosi, essendo la forma di pubblicità più ampia, appare quindi un irragionevole strumento vessatorio, suscettibile di causare danni e disagi lesivi della dignità della persona”.

Un’ondata di giustizialismo ci sommergerà? probabilmente no, vista anche questa pronuncia. Ma, come spesso accade, il giustizialismo si comporta da perfetto giano bifronte, e vale sempre e solo se a farne le spese non siamo noi stessi.

Ecco perché il tema dei diritti - da alcuni fortemente sostenuto - diventa la vera battaglia del nostro secolo: quel terreno comune che tutti siamo chiamati a presidiare reciprocamente e su cui tutti, indistintamente, siamo chiamati a confrontarci.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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