“Pronto, chi parla?”, varato il codice deontologico per le informazioni commerciali

di Morena Ragone - 16 novembre 2015 - Google +

A leggere il Garante Privacy, la deontologia è tutt’altro che fuori moda.

Richiamando la previsione contenuta nell’articolo 12 del Codice, a norma della quale “...promuove nell’ambito delle categorie interessate, nell’osservanza del principio di rappresentatività e tenendo conto dei criteri direttivi delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa sul trattamento di dati personali, la sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati settori, ne verifica la conformità alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l’esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la diffusione e il rispetto” - appena pochi giorni fa, il Garante è intervenuto a regolare il delicatissimo settore delle informazioni commerciali.

Lo scorso 13 ottobre, infatti, di concerto con alcune associazioni di categoria che operano nel settore, sia lato imprese, che lato consumatori, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è stato adottato il “Codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale”, adottato con il provvedimento n. 479 del 17 settembre 2015 - la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1 ottobre 2016.

Non sfugge ai più che le società che operano in questo contesto sono a continuo contatto con informazioni sensibili di varia natura e provenienza - reddito, consistenza patrimoniale, situazione economico/finanziaria - attingendo da più fonti e incrociando differenti banche dati: un utilizzo non corretto delle informazioni e dei dati così acquisiti, e un uso invasivo degli strumenti e dei software di analisi utilizzati, presenta rischi concreti per il “privato” delle persone interessate, per cui era necessario un intervento del Garante in tal senso.

Il Codice si compone di 13 articoli e un preambolo, che richiama espressamente “...la sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali effettuato a fini di informazione commerciale”, prevedendo per esso “modalità semplificate per l’informativa all’interessato e idonei meccanismi per garantire la qualità e l’esattezza dei dati raccolti e comunicati”.

Dopo aver introdotto le definizioni di riferimento (art. 1) e i requisiti dell’informazione commerciale (art. 2), l’art. 3 entra nel merito disciplinando le fonti di provenienza e le modalità di trattamento dell’informazione commerciale. Si distinguono, così, le fonti pubbliche - registro imprese, atti immobiliari, ecc. - dalle fonti pubblicamente accessibili da chiunque - quotidiani, elenchi telefonici, siti internet, per la prima volta considerati -: il fornitore può attingere da entrambe anche mediante strumenti elettronici, assicurando che l’informazione estratta sia pertinente, che i dati siano aggiornati e che sia annotata la provenienza degli stessi.

Il Codice consente il trattamento anche dei dati giudiziari della persona censita - per esempio, le informazioni relative a procedure esecutive e fallimentari emergenti dalle fonti indicate: se tratte da un giornale, o da un’altra fonte pubblicamente e generalmente accessibile, tali informazioni non potranno essere anteriori ai sei mesi.

Chiaramente, l’interessato deve essere avvisato, anche se è sufficiente l’informativa all’interessato in modalità semplificata, in particolare anche attraverso il portale internet (art. 4).

In tali casi, il trattamento non richiede il consenso dell’interessato (art. 5).

Qualora emergano informazioni pregiudizievoli, le stesse potranno essere trattate e gestite solo laddove espressamente riferibili al soggetto interessato (art. 7).

Le informazioni raccolte possono essere conservate per lo stesso periodo di tempo previsto per la conservazione dei dati nelle fonti pubbliche o pubblicamente accessibili (art. 8).

Gli interessati possono, in qualsiasi momento, accedere ai propri dati, anche con modalità telematiche (art. 9).

I fornitori, inoltre, sono chiamati ad adottare le misure tecniche, logiche, informatiche, procedurali, fisiche e organizzative idonee ad assicurare la sicurezza, l’integrità e la riservatezza delle informazioni commerciali oggetto di trattamento (art. 10).

Si chiude con l’impegno delle associazioni di categoria dei fornitori sottoscrittori del presente Codice deontologico a promuoverne il rispetto da parte dei rispettivi associati delle regole di condotta previste dal presente Codice (art. 11).

Seguono le disposizioni transitorie e finali (art. 12) e l’entrata in vigore (art. 13).

Un complesso di disposizioni, quindi, che cerca di salvaguardare la speditezza dell’informazione commerciale - soprattutto tramite l’uso delle nuove tecnologie informatiche - fornendo, al contempo, regole precise agli interessati per la gestione dei dati che li riguardano.

Tempi certi e procedure certe.

Un ulteriore passo avanti verso l’auspicata gestione integrale della nostra identità digitale.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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