Privacy, si cambia: accordo raggiunto sul nuovo Regolamento

di Morena Ragone - 22 dicembre 2015 - Google +

Lo scorso 15 dicembre è stato finalmente trovato l’accordo tra Commissione, Parlamento e Consiglio sul testo del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

Una gestazione lunghissima - come vuole ogni riforma “pesante” da adottarsi in ambito europeo - di quasi 4 anni, ma oggi con una strada in discesa.

L’Unione, quindi, vedrà a breve un’unica legislazione in tutti i 28 Paesi membri: a seguito dell’adozione formale da parte del Consiglio e del Parlamento - presumibilmente a gennaio 2016 - i Paesi membri avranno due anni per applicarne il disposto.

Al di là della valutazione sul contenuto - di cui più volte abbiamo parlato in questi anni - l’adozione di un’unica disciplina semplifica le attività di tutti gli operatori commerciali che non operano in un singolo Paese, avviando concretamente la creazione di quel mercato unico digitale più volte auspicato.

Il Commissario Věra Jourová, nel comunicato stampa ufficiale, ha dichiarato che “we deliver on the promise of the Juncker Commission to finalize data protection reform in 2015. These new pan-European rules are good for citizens and good for businesses. Citizens and businesses will profit from clear rules that are fit for the digital age, that give strong protection and at the same time create opportunities and encourage innovation in a European Digital Single Market. And harmonised data protection rules for police and criminal justice authorities will ease law enforcement cooperation between Member States based on mutual trust, contributing to the European Agenda for Security”.

Il passo in avanti non è da poco, e della nuova disciplina beneficeranno tutti, ovviamente, ma soprattutto le imprese che operano all’interno del mercato digitale, in vista della sempre auspicata realizzazione di un mercato unico, cui questo Regolamento costituisce indifferibile e ineludibile premessa.

La riforma si compone di due strumenti:

  • il regolamento generale sulla protezione dei dati, che permetterà alle persone di controllare meglio i loro dati personali. Allo stesso tempo, le regole modernizzate e unificate consentiranno alle aziende di sfruttare al meglio le opportunità del mercato unico digitale, riducendo la burocrazia e sviluppando la fiducia dei consumatori;
  • la direttiva sulla protezione dei dati per il settore della giustizia penale, con l’obiettivo di far sì che i dati di vittime, testimoni e sospettati di crimini siano debitamente tutelati nell'ambito di un'indagine penale. Allo stesso tempo, le leggi armonizzate faciliteranno la cooperazione transfrontaliera di polizia e pubblici ministeri per combattere la criminalità e il terrorismo in modo più efficace in tutta Europa.

Come da più parti è stato osservato, il nuovo Regolamento porta con sé anche la necessaria previsione di nuove figure professionali, prima tra tutte quella del privacy officer, che dovrà essere previsto in PA e imprese.

A differenza del testo originale, sono stati eliminati alcuni obblighi per le pmi, onde evitare l’aggravio dei costi: il data protection officer, per esempio, unitamente alle notifiche alle autorità di vigilanza, anch’esse ora facoltative.

Restano la disciplina del diritto all'oblio, la notificazione dei data breaches agli utenti e alle autorità nazionali, il diritto alla portabilità dei dati, nonché modalità di accesso ai dati che facilitano il controllo da parte del singolo interessato sulla gestione degli stessi.

Molte novità, quindi, per noi italiani la scomparsa di un testo amato e odiato - il D.Lgs. n. 196/2003, il cosiddetto Codice Privacy - ma comunque conosciuto. Nuove domande cui - si spera - seguano anche molte risposte.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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