Quel gran caos (risolto) della banda ultralarga

di Morena Ragone - 22 febbraio 2016 - Google +

Lo scorso 11 febbraio, la Commissione speciale per l’Agenda Digitale, riunitasi in seduta straordinaria in sede di Conferenza Stato-Regioni, ha finalmente raggiunto laccordo sulla ripartizione regionale delle risorse nazionali per la banda ultra larga messe a disposizione dal Cipe con la delibera n. 65 del 6 agosto 2015 – pari a 3,5 miliardi di euro.

Riepilogo velocemente per chi non avesse seguito la vicenda nel dettaglio: in sede di Conferenza delle Regioni non era stato raggiunto l’accordo in quanto, secondo il Governo, le risorse attinte dal Fondo Sviluppo e Coesione dovevano essere ripartite tra le Regioni di Centro e Nord Italia – anziché per l’80% tra le Regioni del Sud e per il 20% al resto d’Italia, come normato – e quindi ripartite in base al fabbisogno, riequilibrando e rendendo più omogenea la dotazione infrastrutturale fra le diverse aree del territorio.

Quindi, le Regioni che avevano già destinato alla banda ultralarga risorse Fesr e/o Pon si sarebbero viste attribuire meno risorse – o addirittura nulla, come nel caso di Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia; un danno che per la sola Puglia, che già aveva investito 83 milioni di euro sulle cosiddette “aree bianche”, sarebbe valso 639 milioni di euro, come quantificato dallo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, ossia la somma necessaria a coprire entro il 2020 l’intero territorio regionale, passando da 30 a 100 megabit al secondo.

Se a livello concettuale l’idea sembra coerente con il disposto costituzionale – potrebbe rientrare tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’art. 117, comma 2, lett. m) della Costituzione – a livello pratico si sarebbe tradotto nella concessione di minori risorse alle regioni più virtuose, ossia quelle che nel ciclo di programmazione 2007-2013 avevano utilizzato risorse proprie – derivanti da bilancio autonomo o vincolato – sviluppando propri progetti di infrastrutturazione digitale, soprattutto nelle aree a fallimento di mercato.

Il paradosso, dunque, sarebbe stato quello di concedere meno risorse alle regioni che non avevano atteso l’intervento statale e che, in un modo o nell’altro, avevano cercato di restare in media europea. Tra esse, la Valle d’Aosta, il Friuli, il Lazio, e la Puglia.

Immaginate cosa succederebbe se si applicasse lo stesso criterio per la ripartizione della spesa sanitaria?

La richiesta delle Regioni – accolta anche grazie alla vera e propria battaglia portata avanti dall’Assessore allo Sviluppo Economico con delega all’Innovazione della Regione Puglia, Loredana Capone, battaglia condotta per tutte le Regioni meridionali – vede, invece, premiato lo sforzo di chi al progetto dell’infrastruttura digitale ha sempre creduto, e vi ha dedicato tempo e risorse: quindi, una ripartizione che tenga anche conto dell’impegno profuso e dei risultati finora raggiunti – con un sistema di premialità che tenga conto dei risultati raggiunti a livello di copertura territoriale – a una stima della risorse disponibili in ambito Pon, Pop e Fsc, nonché la ripartizione delle risorse aggiuntive di cui alla delibera Cipe citata, per le sole regioni meridionali, per 1,2 milioni di euro.

Un accordo che fa ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo previsto per il 2020.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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