Altro che #digitaldetox! Riassunto di un agosto in digitale

di Morena Ragone - 8 settembre 2016 - Google +

Non ho mai solidarizzato con i sostenitori del #digitaldetox, che, a Natale e a ferragosto, si spengono al mondo digitale del quale si fregiano di essere ambasciatori nel resto dell’anno, dedicandosi a una vita completamente analogica per il tempo di un tuffo.

A parte l’evidente contraddizione – se propugno il digitale come componente inscindibile della vita, come posso poi coerentemente sostenere che durante le ferie devo “staccare”? – mi sembra siamo ancora lontani dal vivere l’introduzione della tecnologia con la necessaria, quotidiana naturalezza: insomma, piuttosto che un effetto “spazzolino da denti” – il cui uso si spera sia quotidiano – la trattiamo come l’ennesima occasionale “sbornia”.

Che, come ogni sbornia, passa, lasciando, tutt’al più, qualche volatile strascico.

Eppure, sono anni ormai che agosto ci riserva sorprese e notizie degne di attenzione, che dovrebbero interessare non solo gli addetti ai lavori, proprio perché il digitale è – o dovrebbe essere – nella vita di tutti.

Penso, per prima cosa, all’approvazione – lo scorso 11 agosto – del decreto legislativo di riforma del Codice dell’Amministrazione digitale, al via libera nel testo definitivo in Consiglio dei Ministri, dopo il parere positivo (ma fortemente condizionato, ci ritorneremo con un articolo ad hoc) delle commissioni parlamentari competenti.

Uno degli elementi emersi nella fase di riscrittura del Codice è stato l’importante ausilio degli stakeholders, che Parlamento e Governo stanno coinvolgendo in maniera più sistematica – era già accaduto con il decreto legislativo n. 97/2016 di riforma della disciplina sulla trasparenza e annesso Foia – e che proprio nel Cad potrebbe trovare la sua definitiva consacrazione, evitando, si spera, l’effetto “paravento”.

Ma, per questo, attendiamo il testo definitivo, che spero sarà reso disponibile a breve.

Sempre nel Cad, un’ulteriore novità con impatto a pioggia su tutte la amministrazioni pubbliche è rappresentato dalla sospensione dei termini di applicazione del D.P.C.M. 13 novembre 2014, relativo alle “Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici nonché di formazione e conservazione dei documenti informatici delle pubbliche amministrazioni ai sensi degli articoli 20, 22, 23-bis , 23-ter , 40, comma 1, 41, e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005”, il quale aveva fissato a 18 mesi dalla sua adozione l’effettivo passaggio alla completa digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Con buona pace degli evangelisti e dei formatori – impegnati a divulgare scadenze e riforme spesso ben prima della loro approvazione – il Parlamento ha ritenuto opportuno rimandare di sei mesi l’entrata a regime delle disposizioni del decreto ministeriale – sembrerebbe, dal momento che non sono stati ancora resi pubblici termini certi – quindi a data successiva all’adeguamento delle regole tecniche al nuovo Codice.

Rinvio che, al di là di funzionari e amministratori pubblici, interessa (o dovrebbe interessare) i milioni di italiani che lottano con una burocrazia che finisce, talvolta, per essere paradossale.

Al di là delle evidenze per i più tecnici tra noi, l’approvazione del nuovo Codice resta una tappa fondamentale nella relazione con la P.A.: è al suo interno, infatti, che sono contenuti i nostri diritti e i nostri concreti strumenti operativi, destinati a costituire il patrimonio di ciascuno di noi nel quotidiano rapporto con la cosa pubblica.

Motivo in più per diffonderne massimamente il contenuto, e per stimolare la partecipazione pubblica, anche quando entrambe – diffusione e partecipazione – ricadono nell’agognato periodo di vacanza: giusto, quindi, promuovere contributi anche sulla consultazione pubblica relativa al Piano di Azione per l’Open Government Partnership, che, al momento in cui scrivo, conta già 200 commenti e osservazioni, e che affiancherà con azioni concrete il percorso di trasformazione digitale del nostro Paese.

Siamo digitali, no?

Eppure, in un agosto trascorso tra giochi furbetti di realtà aumenta e l’ennesima novità di Facebook – quale imploderà per prima? – l’Italia continua a consacrarsi il paese (digitalmente) più ignorante d’Europa.

I dati ormai sembrano essere inconfutabili: secondo il Desi della Commissione Europea – di cui abbiamo già parlato in precedenti occasioni – siamo terzultimi in Europa per lo sviluppo del digitale, penultimi se consideriamo la diffusione della banda ultra larga.

Non stupisce che a tali notizie abbiano dato ampio risalto testate e blog.

Sarebbe bello – anzi, mi correggo, sarebbe fondamentale – se si cominciasse seriamente a ragionare su come porre rimedio – in tempi ragionevolmente brevi – a un gap che non sembra diminuire, rifuggendo le mode facili e disimpegnate che, come abbiamo visto, non operando sulle cause non portano certo consapevolezza, ma, al contrario, affermano spesso una pochezza di interrogativi nell’approccio agli strumenti tecnologici.

Alfabetizzazione e consapevolezza, quindi, diventano un compito di ogni giorno – sì, come lavarsi I denti – non certo agevole, ma che deve assolutamente diventare uno de primi obiettivi – se non il primo – di un Paese maturo e pronto al necessario cambiamento.

Anche sotto l’ombrellone.

Magari ricordiamocene, la prossima estate.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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