Foia, tra pochi giorni si parte

di Morena Ragone - 14 dicembre 2016 - Google +

Periodo di intensa attività per Anac, che, nel giro di qualche settimana, ha pubblicato lo schema diLinee Guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013 e lo “Schema di Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016”, entrambi in consultazione - fino al 28 novembre, il primo, al 14 dicembre , il secondo.

Sulle Linee Guida relative agli obblighi di pubblicità e trasparenza tornerò in un prossimo articolo; oggi, invece, parliamo dell’accesso civico generalizzato, che costituisce la nuova tipologia di accesso consentita a “chiunque”, senza obbligo di motivazione, per finalità di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, nonchè di promozione della partecipazione al dibattito pubblico.

Come sappiamo, l’accesso generalizzato potrà essere effettuato su tutti i dati, documenti e informazioni detenuti dalle pubbliche amministrazioni per i quali non sia stato stabilito un obbligo di pubblicazione: in sintesi, quello che non ricade nella sfera dei singoli procedimenti - cui si applica la disciplina sull’accesso agli atti della l. 241/90 - e nella sfera degli obblighi di pubblicazione - di cui alla precedente formulazione dell’accesso civico prevista dall’art. 5, d. lgs. n. 33/2013 - ricadrebbe, astrattamente, nell’ambito applicativo della nuova disciplina.

Come spesso accade, ci sono dei “ma”, da cui l’uso dell’odiato condizionale - che nega ciò che ha appena affermato.

Se sul “chiunque” sembra esserci uniformità di veduta, lo stesso non può dirsi sulla specificità della richiesta e sulle finalità previste dalla normativa.

Sul primo punto, infatti, Anac specifica la non ammissibilità delle richieste meramente esplorative, o generiche - ossia quelle che si limitano all’indicazione dell’informazione ricercata - nonostante lo stesso Consiglio di Stato, nel parere reso a febbraio sul testo del decreto di riforma, aveva reputato incongrua la richiesta, in considerazione dei presupposti e delle finalità - che, ricordiamo sono quelle del diffuso controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promozione della partecipazione al dibattito pubblico.

Sembra assolutamente un controsenso, quindi, prevedere un obbligo di dettagliare l’informazione ricercata, dal momento che la ricerca dovrebbe proprio essere mirata al controllo, e che, se il soggetto istante avesse già l’informazione di dettaglio, probabilmente non avrebbe necessità di effettuare l’accesso civico.

Sul secondo, tra eccezioni assolute - previste da norme di legge, sulla base di una valutazione preventiva e generale - e relative - rimesse alla valutazione caso per caso dell’amministrazione destinataria della richiesta - troppo è lo spazio lasciato all’interpretazione, troppo all’arbitrio, troppo anche alla semplice inesperienza.

Non è certo sufficiente l’auspicio di Anac alla costituzione di un ufficio specializzato che operi con risorse e personale sufficiente e preparato: ben sa chi nella PA lavora e opera, quanto la situazione sia spesso emergenziale, e non si possa contare su risorse dedicate umane e/o finanziarie per lo svolgimento delle funzioni ulteriori spesso previste dalla riforme recenti.

A partire dal 23 dicembre 2016, quindi, le PA si troveranno nella ulteriore necessità di valutare la maggior parte delle richieste di accesso senza adeguata formazione, senza personale, senza risorse e, oltretutto, senza il “manuale d’uso” che - si pensava e sperava - sarebbero state le presenti le Linee Guida.

Di certo, un primo passo potrà essere dato dalla previsione di soluzioni organizzative e di una specifica disciplina sull’accesso - la prima da adottare possibilmente entro il 23 dicembre 2016, la seconda entro il 23 giugno 2017; ma la versione definitiva delle Linee Guida, con le tante osservazioni giunte in questi giorni ad Anac - dovrà tener conto di tutti gli elementi di criticità già emersi, fornendo alle PA una disciplina organica, immediatamente applicativa, esemplificativa, e che tenga conto dell’impossibilità, per molte di esse, di dotazioni adeguate di personale e risorse.

Davvero una bella sfida.

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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