Parte la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (evviva!)

di Morena Ragone - 26 gennaio 2016 - Google +

È partita piuttosto in sordina una riforma fondamentale per l’attività di tutte le pubbliche amministrazioni che agiscono in qualità di “stazioni uniche appaltanti” e non solo: la Banca Dati Nazionale Unica della Documentazione Antimafia (Bdna), finalmente operativa dal 7 gennaio scorso.

Se n’è parlato troppo poco rispetto alla sua portata innovatrice, forse perché è una riforma che ha tutto il sapore e l’odoro della vecchia burocrazia” e - apparentemente, molto apparentemente - non serve direttamente ai cittadini.

Che questi ultimi, invece, ne siano destinatari sempre e comunque è presto detto: nel nostro recentissimo passato, per esempio, i tempi richiesti delle pubbliche amministrazioni per l’espletamento delle procedure antimafia, necessarie “prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici” di valore superiore a 150.000 euro - solo per citare una delle ipotesi previste dalla normativa - necessitavano di una riforma seria e rigorosa.

Tanto è stato fatto con il D.Lgs. n. 159/2011, che ha introdotto il “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136”; una riforma a tranche, con entrata in vigore differita di molti suoi fondamentali articoli: come disposto dall’articolo 119, infatti, “le disposizioni del libro II, capi I, II, III e IV, entrano in vigore decorsi due mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del primo decreto legislativo contenente le disposizioni integrative e correttive adottate ai sensi degli articoli 1, comma 5, e 2, comma 4, della legge 13 agosto 2010, n. 136”.

Il primo decreto – il n. 218 del 15 novembre 2012 – pubblicato sulla G.U. n. 290 del 13 dicembre 2012, è entrato in vigore il 28 dicembre dello stesso anno, con limite, quindi, al 13 febbraio 2013 per l’entrata in vigore delle disposizioni “sospese” – anticipata rispetto alla precedente formulazione e quindi separata, operativamente, dalla banca dati unica.

A questo si aggiunga che alcuni articoli risultavano di incompleta applicazione – pur se vigenti – proprio a causa della mancata istituzione della prevista banca dati: è il caso dell’articolo 92, comma 1, il quale prevedeva già che “il rilascio  dell’informazione antimafia è immediatamente conseguente alla consultazione banca dati nazionale unica”.

In mancanza della banca dati unica, quindi, la pubblica amministrazione fino a pochi giorni fa poteva:

  • attendere l’eventuale comunicazione del Prefetto relativa alla “sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all’articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa di cui all’articolo 84, comma 4”, entro 30 giorni; o, in alternativa,
  • nei casi di urgenza, procedere immediatamente in assenza dell’informazione antimafia.

Il tutto, salva comunque l’applicazione della seconda parte del comma 3, ai sensi del quale “i contributi, i finanziamenti, le agevolazioni e le altre erogazioni di cui all’articolo 67 sono corrisposti sotto condizione risolutiva… omissis.

Oggi tutto cambia: le banche dati diventano effettivamente interoperabili per i soggetti accreditati, che potranno procedere alla consultazione in tempo reale delle informazioni ivi contenute.

E nel caso la Prefettura – potrebbe capitare? – non sia ancora collegata al sistema centrale, per essa occorrerà procedere alla richiesta delle informazioni “alla vecchia maniera”, inviando, a mezzo pec, richiesta e documentazione – consistente generalmente in visura camerale, autocertificazione della stessa, Dsan dei soggetti da controllare e loro familiari conviventi maggiorenni, documenti di identità dei sottoscrittori.

Secondo il Ministro Alfano, è stato “centrato l’importante obiettivo di velocizzare le procedure, salvaguardando i controlli, per agevolare così quelle attività, preziose per la nostra economia, che come base di partenza hanno già le carte in regola per competere sul mercato. L’innovativa piattaforma informatica realizzata dal Dipartimento per le politiche del personale del ministero dell’Interno, consentirà infatti alle stazioni appaltanti di ottenere, in assenza di evidenze ostative, l’immediato rilascio della documentazione liberatoria relativa all’operatore economico inserito nell’archivio informatico della banca dati”.

Condivido l’entusiasmo: per chi opera concretamente nella e con la PA, un passo avanti importante; di riflesso, non solo semplifica le procedure, ma rende sempre meno plausibile qualsiasi giustificazione all’assenza di procedimenti che funzionino davvero, semplici, celeri, trasparenti.

 

Morena Ragone

@morenaragone


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MORENA RAGONE

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Giurista, dottoranda di ricerca presso l’Università di Foggia, ha esercitato come avvocato per molti anni. Studiosa di diritto di Internet e delle nuove tecnologie, diritto d’autore, informatica giuridica, eGovernment, Open Govenment e Open data, ha approfondito le problematiche giuridiche connesse alla rete e ai nuovi media ed alla tutela e al trattamento dei dati personali. E’ docente e relatrice in convegni di settore e formatrice per la pubblica amministrazione ed il settore privato. Pubblica articoli di approfondimento sui quotidiani giuridici online Altalex e LeggiOggi, su ForumPA, Pionero e MySolutionPost. E’ co-fondatrice dell’Associazione Wikitalia e tra i promotori degli Stati Generali dell’Innovazione, della quale è anche membro del Direttivo. E’ componente del Comitato degli Esperti in Innovazione di OMAT360, membro del Comitato Scientifico della Scuola per giovani amministratori YPBPR - Youth Politician’ Best Practice - e della collana di ebook “Cambiamo Modello” di SGI/Garamond, nonchè componente del comitato di redazione delle riviste “Documento Digitale” e “eCloud”. E’ consulente giuridico per Stati Generali dell’Innovazione e IWA Italy. Attualmente lavora come responsabile di Azione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale presso la Regione Puglia.

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