STRATEGIA PMI

La valutazione delle opportunità di business nelle Pmi

Al fine di aiutare le Pmi a condurre valutazioni più strutturate, approfondite e ponderate circa l'entrata in nuovi business, si propone una griglia di analisi puntuale, articolata attorno a cinque parametri che sono rigorosamente sequenziali: attrattività, aggredibilità, adeguatezza, accettabilità, fattibilità.

di Fernando Alberti - 1 aprile 2014

Introdurre un sistema di competitive intelligence in una Pmi

Le Pmi più attente implementano solitamente un sistema informativo aziendale dedicato alla base dati relativa alla concorrenza e interfacciabile con le informazioni aziendali (di business intelligence) per avere da un lato la possibilità di alimentare le informazioni da più punti dell’organizzazione e a più livelli e dall’altro di poter essere informate in “tempo reale” sui comportamenti dei competitor e meglio calibrare le proprie mosse strategiche.

di Fernando Alberti - 28 marzo 2014

Perché una Pmi dovrebbe fare competitive intelligence?

Per una Pmi, l’avvio di un sistema di competitive intelligence coincide spesso con l’avvio di un processo di managerializzazione progressiva della propria struttura, tesa prevalentemente a favorire una maggiore diffusione delle conoscenze di settore dalla mente dell’imprenditore ad altre figure aziendali e – a volte – a facilitare un processo di passaggio generazionale in azienda.

di Fernando Alberti - 25 marzo 2014

L'analisi dei concorrenti nelle Pmi

Una valutazione dei punti di forza e di debolezza della concorrenza, così come percepiti dal mercato, consente non solo di fare delle previsioni sulle modalità attraverso cui i concorrenti potrebbero essere portati a modificare le loro strategie emergenti, ma anche fornisce informazioni preziose per progettare differenziali competitivi che incontrino i fabbisogni dei clienti distanziandosi dalla concorrenza.

di Fernando Alberti - 21 marzo 2014

Cosa serve per far funzionare una rete di Pmi per l’innovazione

I cluster, ancora poco presenti nel nostro Paese, soprattutto in relazione ad una certa resilienza politico-culturale di ancoraggio al modello italiano del distretto, sono contesti ideali in cui le Pmi possano attivare e sviluppare reti per l’innovazione tra loro e con grandi imprese, istituzioni, centri di ricerca e non solo, in una mera logica mono-settoriale (tipica del distretto), ma in una logica di value chain connettendo più settori tra loro.

di Fernando Alberti - 21 febbraio 2014

Le nuove capabilities per le reti per l’innovazione

I nostri studi più recenti – effettuati su un campione statisticamente significativo di 276 Pmi italiane corroborato da una ventina di casi di studio approfonditi – occorre raffinare il processo di innovazione continua lavorando sistematicamente su altre tre importanti capabilities costitutive di quello che la letteratura chiama la dynamic innovation capability.

di Fernando Alberti - 18 febbraio 2014

Pmi in rete per fare open innovation

Sempre più frequentemente, sia in contesti accademici che industriali, si parla di innovazione aperta, o meglio di open innovation, ossia della crescente tendenza delle imprese a creare un sistema di relazioni con l’esterno per scambiare e/o condividere tecnologie e competenze al fine di sviluppare innovazione tecnologica. La volontà di collaborare su progetti innovativi in maniera aperta sta già mostrando alcuni importanti risultati all'interno del nostro campione in analisi.

di Fernando Alberti - 11 febbraio 2014

Il contratto di rete: un bilancio ad oggi

Il giro di affari complessivo consolidato, escludendo le grandi imprese, risulta ancora modesto, attestandosi intorno allo 0,8% del fatturato totale italiano. La rapida crescita del numero dei contratti segnala tuttavia un interesse crescente per il nuovo strumento contrattuale.

di Fernando Alberti - 21 gennaio 2014

Il contratto di rete: una soluzione per aggregare le Pmi

Al fine di favorire l’aggregazione tra imprese di piccola e piccolissima dimensione e aumentare le dimensioni aziendali per meglio competere nei mercati internazionali, il Legislatore ha voluto introdurre una nuova fattispecie giuridica, il "contratto di rete".

di Fernando Alberti - 14 gennaio 2014

Il contratto di rete: a cosa prestare attenzione

Il contratto di rete consente dei vantaggi ai soggetti che lo stipulano e ha vissuto un forte incremento quantitativo nell'ultimo anno, ma ad esso vengono anche imputate delle criticità. Per avviarlo è quindi opportuno prima stendere il programma di rete che è il cuore del contratto stesso e poi “tradurlo” in termini giuridici in un contratto di rete.

di Fernando Alberti - 14 gennaio 2014

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FERNANDO ALBERTI

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PICCOLE E MEDIE IMPRESE
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STRATEGIA PMI

Professore universitario di ruolo presso la Scuola di Economia e Management dell’Università Cattaneo LIUC, dove insegna Strategia aziendale e Economia delle piccole e medie imprese. Insegna Economia e management delle reti e delle piccole imprese presso l’Università di Milano Bicocca.

È Affiliate Faculty alla Cattedra di Microeconomics of Competitiveness del Prof. Michael Porter, presso la Harvard Business School. Svolge attivita’ professionale di consulenza e advisory presso il family office di una delle principali famiglie imprenditoriali italiane. È stato Industrial Strategist (STC) per le Nazioni Unite, UNIDO, e per la Banca Mondiale.

Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche in materia di imprenditorialità, innovazione e strategia con particolare riferimento ai settori maturi tipici dell’economia italiana. E-mail: falberti@liuc.it

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